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PRIVATIZZAZIONI/ Il "Governo dei sindaci" le mette in soffitta

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Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan (Infophoto)  Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Quali le ragioni? C’è certamente un aspetto generazionale: il sessantaquattrenne Padoan è distante da chi vuole marcare un cambiamento generazionale nella classe politica. O è da suoi più giovani colleghi considerato lontano, appartenente a una classe di età che comunque ha fatto il suo tempo, È noto che è stato accettato nell’Esecutivo principalmente per il prestigio internazionale di cui gode e le relazioni internazionali che ha costruito in quaranta anni di una vita accademica e professionale che lo ho portato in tutto il mondo.

C’è, pero, un aspetto più sottile e poco analizzato. Non è la prima volta in Italia che avviene un brusco cambiamento generazionale nella classe dirigente politica. È però la prima che nelle “stanze dei bottoni” ci sono politici la cui esperienza è stata fatta non tanto nei partiti nazionali (in gran misura liquefattisi negli ultimi vent’anni) ma nelle amministrazioni locali. Quello presieduto da Matteo Renzi è il primo “Governo dei Sindaci” dall’Unità d’Italia. I suoi protagonisti portano esperienze, e quindi ottiche, molto differenti da quelle di chi ha fatto un “cursus honorum” a livello nazionale nei partiti.

Il “Governo dei Sindaci” porta con sé la cultura del “capitalismo”, o del “socialismo” (è solo una questione nominalistica), municipale e regionale - che rappresenta l’1% del Pil nazionale ma in alcune Regioni rappresenta il 6% del Pil prodotto in loco. Anche se paludati studi della Bocconi e della Sapienza ne hanno messo a nudo distorsioni e inefficienze, esponenti di spicco del “Governo dei Sindaci” hanno contribuito, in buona fede, a costruirne i blocchi essenziali. Con un entusiasmo simile a quello che, in età giolittiana, animava Giovanni Montemartini, assessore a Roma quando era sindaco Ernesto Nathan, e autore di un libro sulle municipalizzate che si studia ancora (nelle università americane, piuttosto che in quelle italiane).

Le privatizzazioni non si addicono a un contesto del genere. E il buon e bravo Pier Carlo Padoan (considerato comunque un “matusa” da molti di coloro che siedono con lui al tavolo del Consiglio dei Ministri) è un pesce fuor d’acqua. Tanto quanto le “denazionalizzazioni”.



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