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SPY FINANZA/ La "finta" guerra in Ucraina e la vera punizione per l'Italia

Pubblicazione:martedì 4 marzo 2014

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L’Ucraina fa paura. Borse asiatiche in netto rosso e balzo della volatilità ieri mattina nella prima seduta di contrattazioni della settimana, con l’invasione della Russia in Crimea e i dati sulla produzione cinese, caduta ai minimi negli ultimi otto mesi, che hanno spinto l’indice Nikkei giù dell’1,27% a 14.652,23 punti. Il China’s Purchasing Managers’ Index, pubblicato dall’Ufficio nazionale di statistica, è sceso a 50,2, il livello più basso dal giugno 2013, mentre nel frattempo si registrava un’altra impennata dell’oro, cresciuto dell’1,4% all’oncia. Un trend che, come vi ho già detto, va consolidandosi. L’Hsi Volatility Index, che misura il costo delle opzioni sull’indice Hang Seng di Hong Kong, è salito del 5,9%, toccando i massimi dell’ultimo mese ma per contro il Nikkei Stock Average Volatility Index è balzato del 10%, ai massimi dal 30 gennaio scorso. Insomma, c’è tensione sui portafogli, la gente avrebbe bisogno di un rabdomante finanziario.

Di più, Bhp Billiton, il maggiore gruppo estrattivo mondiale, ha perso l’1,1% a Sydney a causa dello scivolone delle materie prime. Mazda Motor, il produttore di auto giapponese che ricava il 73% del fatturato all’estero, ha perso il 4,1% in concomitanza ai massimi dello yen sul dollaro dell’ultimo mese: compimenti all’Abenomics, sta funzionando davvero benissimo. Insomma, dati macro drammatizzati dai venti di guerra che spirano a Est.

«I mercati sono seriamente preoccupati per un’escalation in Ucraina - ha commentato da Sydney Ric Spooner, capo analista a Cmc Markets -. È vero che molti considerano improbabile che l’Occidente sia fagocitato nel conflitto se non per vie diplomatiche, ma è altrettanto usuale in queste circostanze avviare posizioni di copertura e abbassamento del rischio nei portafogli». E in effetti, ieri Mosca ha pagato pegno al suo interventismo. In apertura di contrattazioni, il rublo ha perso il 2,5% toccando un nuovo minimo storico a 36,5 rubli per un dollaro, mentre l’indice Micex della borsa di Mosca ha perso l’11%, trascinato al ribasso dalle banche (Sberbank -17%, VTB -20%, Bank of St. Petersburg -16%, Bank Vozrozhdenie -10% e Nomos Bank -12%). Record negativo anche per l’euro: il rublo viene trattato a 50 contro la moneta unica. Per questo la banca centrale di Mosca è stata costretta ad alzare, pochi minuti dopo l’avvio delle contrattazioni, il tasso di interesse dal 5,5% al 7%, un aumento di 150 punti base, il più alto dal default del 1998.

Bene, fin qui l’ufficialità. Ma ci stanno davvero dicendo le cose come stanno? Vi rispondo a questa domanda con un’altra domanda: avete visto il film “Wag the dog”, in Italia arrivato anni fa nelle sale e in tv con il titolo “Sesso e potere”? Se no, procuratevelo, è una visione illuminante. Ci spiega come un team della Casa Bianca e un regista genio degli effetti speciali salvano la campagna presidenziale da uno scandalo sessuale distogliendo l’attenzione dell’opinione pubblica inventandosi di sana pianta una guerra - tutta creata negli studi cinematografici - contro l’Albania, ritenuta rifugio di un gruppo terrorista pronto a colpire gli Usa con una bomba sporca.


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COMMENTI
04/03/2014 - No problem con Renzi #italiastaiserena (Carlo Cerofolini)

Con Renzi #italiastaiserena e quindi perché preoccuparsi. Siamo in una botte di ferro. Sì come Attilio Regolo!