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GEO-FINANZA/ Così la crisi ucraina mette "all'angolo" Germania e Italia

Pubblicazione:mercoledì 5 marzo 2014

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D’altra parte, la questione del deprezzamento della valuta russa e delle valorizzazioni borsistiche è stata volutamente amplificata per cercare di mettere in difficoltà Mosca, deteriorandone l’immagine internazionale. Tuttavia, sulla linea dell’isteria russofoba, si dimentica che il governo russo non è affatto preoccupato per la svalutazione del rublo, che invece è stata in buona parte voluta dalla stessa Russia, e che la volatilità serve principalmente a permettere lauti guadagni agli speculatori russi e ucraini, ad esempio agli oligarchi che incautamente proprio il nuovo “governo rivoluzionario” ucraino ha nominato a capo delle regioni: l’ufficio del “presidente” ucraino Oleksandr V. Turchynov ha annunciato la nomina di due miliardari, Sergei Taruta nella regione Donetsk e Ihor Kolomoysky in quella di Dnipropetrovsk, mentre altri quattro sono in considerazione per le regioni orientali. Il ministro russo dell’economia, Alexei Ulyukayev, ha dichiarato che la politica di svalutazione non può che giovare all’export russo. Anche il presidente Putin, nonostante la propaganda occidentale, non sembra affatto preoccupato dalla situazione economica, che migliorerà non appena i profitti delle grandi imprese russe torneranno a crescere anche grazie agli elevati prezzi del petrolio.

Sul piano politico e geopolitico, il premier russo Medvedev ha annunciato che il presidente ucraino è legalmente Viktor Yanukovic che può essere destituito solo attraverso la procedura di impeachment prevista dall’art. 111 della costituzione ucraina. Tutto ciò che sta avvenendo in Ucraina, ha aggiunto, è frutto dell’illegalità e dell’arbitrarietà di un gruppo di persone che hanno preso il potere con un colpo di stato. Quindi, ha concluso, “è evidente che la situazione di instabilità e di violenza continuerà fino a quando con un nuovo colpo di stato non si ristabilisce l’ordine costituzionale”. Questa drammatica visione potrebbe diventare realtà perché il “nuovo governo” ha dissolto la polizia antisommossa, la Bekrut, che era l’unica forza pubblica capace di opporsi alle violenze delle bande neonaziste e criminali che ora si muovono liberamente sul territorio. Chiaramente, se queste bande dovessero attaccare la popolazione russa e russofona nell’est dell’Ucraina, sarebbe la scintilla per far scoppiare una guerra di più ampie proporzioni.

Da un punto di vista logistico e militare non v’è dubbio che la Russia vincerebbe qualsiasi guerra contro uno sgangherato e sleale esercito ucraino. Tuttavia, appare chiaro a Mosca che il costo di una tale operazione sarebbe molto elevato. Quindi, la soluzione più semplice e ragionevole sarebbe di tenere la Crimea protetta e fuori dal teatro di scontri ucraino mentre si negozia una soluzione “finlandese” per le regioni occidentali e orientali dell’Ucraina.

L’Ucraina divisa in due parti, in due regioni autonome, resterebbe nell’insieme a carico dell’Occidente. Questa proposta era stata avanzata da Zbigniew Brzezinski sul Financial Times del 24 febbraio. Questo è anche il senso del “gruppo di contatto” proposto dalla Germania, che dovrebbe riunirsi la prima volta domenica 9 marzo. Però, come abbiamo visto, resta l’incognita della posizione americana e di alcuni alleati europei, particolarmente il Regno Unito, la Francia e la Polonia. La Cina sostiene la Russia ma non vuole che prevalgano soluzioni “separatiste” o “indipendentiste” rompendo l’unitarietà dell’Ucraina.


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