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SPY FINANZA/ La "pantomima" di Putin che spaventa l'Europa

Pubblicazione:mercoledì 5 marzo 2014

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

Come vi avevo detto ieri, è tutta un’enorme pantomima dalla quale hanno guadagnato tutti, basti vedere il livello record cui sono giunti i futures su Wall Street ieri non appena terminata la conferenza stampa di Vladimir Putin. Certo, i rischi di un effetto domino ci sono, se l’Ucraina continuerà a voler tirare la corda: il rendimento del bond governativo bielorusso l’altro ieri ha superato il 10%, un balzo di 130 punti base in una mattina, il peggior calo di prezzo da tre anni a questa parte, come dimostra il grafico a fondo pagina. Attenti a scherzare troppo con Vladimir Putin, potrebbe stancarsi e cominciare a fare sul serio. E allora sarebbero dolori, per l’Europa in testa. Gli Usa possono giocare a fare i duri, visto che non dipendono da Mosca a livello energetico, noi invece no.

Ma attenti, il gas non è l’unica arma che Mosca ha a sua disposizione: insieme a Pechino, infatti, rappresenta il maggior detentore di debito Usa dopo la Fed e la Cina ha già cominciato a scaricare pesantemente sul finire dell’anno scorso. Pensate che il Belgio potrà comprare botte di 50 miliardi di Treasuries al mese, come fatto lo scorso dicembre, ancora per molto?

 

P.S.: «Vorrei mandare a fare in c... tutti quelli che ce l’hanno con l’Europa e sento blaterare cose oscene... Dire che l’Italia e la Grecia sono nelle stesse condizioni è una falsità inimmaginabile, perché l’Italia è un colosso. Il suo crollo avrebbe significato la fine di tutta l’economia europea, visto che rappresentiamo quasi il 19%. Socialdemocratici e democratici cristiani in questi anni in Europa hanno fatto esattamente la stessa politica e hanno fatto bene. Chi può dire con ragione che la ricetta di Tsipras avrebbe salvato la Grecia? Antonis Samaras ha rimesso il Paese in carreggiata e lo ha aiutato a venir fuori dal guado. Il resto sono balle». Parole e musica di Mario Mauro, ex ministro della Difesa e leader dei Popolari per l’Italia alla trasmissione “Agorà” di Rai 3 ieri mattina.

Ora, sentendomi fieramente coinvolto in questo giudizio così tranciante dell’ex ministro e nonostante non abbia mai paragonato la Grecia all’Italia, mi chiedo come possa difendere la ricetta di Samaras al netto del fatto che persino il Fmi ora ammette che la sola austerity ha aggravato e non risolto la crisi. La Grecia è letteralmente a pezzi, svenduta, senza più uno stato sociale, con un tasso di disoccupazione alle stelle, un debito che non potrà mai ripagare e con i fondi speculativi che detengono le azioni delle principali banche. E il fatto che Samaras abbia pedissequamente seguito le indicazioni di troika e banche creditrici lo dimostra il fatto che, al netto di dati macro da Terzo Mondo, il decennale greco prezza un rendimento sotto la soglia psicologica del 7% per la prima volta dal 2010: scende lo yield, sale il prezzo e i creditori festeggiano.

L’onorevole Mauro faccia un giro nel corrispettivo ellenico delle mense Caritas e poi mi dica se Samaras merita applausi o un processo. In 41 anni di vita, di vaffan.. ne ho presi tanti, non sarà quello dell’ex ministro a farmi cambiare idea. Anzi, lo appunto come medaglia al petto. Perché, al netto della delusione per la porcheria di cui è stato politicamente vittima, l’onorevole Mauro sa benissimo che sta difendendo l’Europa per partito preso solo perché tutti, in vista delle europee, stanno ponendo un accento critico verso l’Ue e il suo modo di agire in questi anni. Magari spunterà qualche voto, ma le dico una cosa, senza dover scomodare parolacce. So che ha da fare, molto e non legge sicuramente i miei articoli, ma il perché Samaras sia stato una sciagura io l’ho sostanziato decine di volte su queste pagine con le cifre, le percentuali, i dati e i grafici. Lei lo difende solo con contumelie per giustificare una postura rancorosa e tutta ideologica in vista del voto. Da un uomo come lei, non me lo aspettavo davvero. Cordialmente.

 



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