BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ La "pantomima" di Putin che spaventa l'Europa

Pubblicazione:

Vladimir Putin (Infophoto)  Vladimir Putin (Infophoto)

Detto fatto, la pantomima è stata servita al mondo nell’arco di 24 ore. Parlando con i giornalisti, ieri il presidente russo, Vladimir Putin, ha ribadito che per il momento non c’è alcun bisogno di fare uso della forza in Crimea, anche se quella militare resta comunque un’opzione per Mosca, «l’estrema risorsa» cui ricorrere. In una conferenza stampa nella sua dacia vicino Mosca, il leader del Cremlino ha aggiunto che il suo Paese si riserva di impiegare tutte le opzioni anche nelle altre regioni russofone dell’Ucraina orientale, qualora dovesse prevalervi l’illegalità. A detta di Putin, «non può che esserci una sola valutazione su quello che è accaduto a Kiev e in Ucraina: si tratta di un colpo di Stato anti-costituzionale, di una presa di potere con le armi».

Il presidente russo ha affermato che Viktor Yanukovich, il leader deposto e fuggito in Russia, resta in carica: «Non c’è, da un punto di vista giuridico, che un solo presidente legittimo, anche se è chiaro che non ha potere. Ma, l’ho già detto e lo voglio ripetere, questo presidente legittimo dal punto di vista puramente giuridico è evidentemente Yanukovich». Insomma, i militari russi sono stati invitati a rientrare nelle loro basi in Crimea dal numero uno del Cremlino, il quale si è anche permesso di prendere per il naso le cancellerie di mezzo mondo, dicendo che quanto accaduto nelle ultime 72 ore non ha avuto nulla a che fare con una missione militare o peggio un’invasione, ma rientrava unicamente nel quadro di esercitazioni pianificate da tempo. Terminate le quali, i soldati di Mosca sono tornati al loro posto. Un capolavoro di humour diplomatico.

In compenso, la minaccia è arrivata comunque, senza bisogno di usare le armi. Gazprom ha infatti deciso di non continuare ad applicare uno sconto sul prezzo del gas esportato in Ucraina a partire da aprile. Lo ha confermato l’amministratore delegato del colosso russo del gas, Alexey Miller, in occasione di un incontro con il premier Dmitry Medvedev: «Nelle condizioni in cui l’Ucraina non rispetta i suoi obblighi, non rispetta gli accordi raggiunti con la firma dell’emendamento al contratto che prevede lo sconto, Gazprom ha deciso di non proseguire lo sconto a partire dall’inizio del mese prossimo». Miller ha aggiunto che Gazprom è pronta a concedere un credito di 2-3 miliardi di dollari a Kiev per regolare i suoi debiti, che ammontano a 1,529 miliardi di dollari e pagare le consegne in corso. Lo sconto di oltre 30% rispetto ai prezzi contrattuali era stato concordato a dicembre da Vladimir Putin e dal deposto presidente ucraino Viktor Yanukovich, dopo che quest’ultimo aveva rinunciato a firmare un accordo di associazione con la Ue.

Putin e Yanukovich avevano anche concordato un prestito di 15 miliardi di dollari a Kiev, di cui finora Mosca ha sborsato una sola tranche da 3 miliardi. Ma attenzione, Miller ha detto anche altro. Per l’esattezza, questo: «Sommate alle tensioni politiche in Ucraina, ci sono anche aggravi dovuti alle condizioni economiche: un combinato che potrebbe portare a disfunzioni nella fornitura di gas in Europa». Come dire, “state pensando a sanzioni contro Mosca? Beh, pensateci davvero bene”. E conviene pensarci a tutti quanti, Ucraina in testa. Visto che, come confermato ieri dalla Reuters, gli stock di gas naturale ucraini sono in grado di far fronte alla domanda solo per quattro mesi e Kiev importa metà del gas di cui ha bisogno proprio dalla Russia, la quale già in passato ha tagliato le forniture in pieno inverno tanto per far capire chi tiene il coltello dalla parte del manico.

Guardate questo grafico: l’Ucraina dipende dalla Russia per il 30% della sua attività di commercio totale, contro soltanto il 6% di dipendenza russa da Kiev. E attenzione: se l’Ucraina può contare su quattro mesi di autonomia è solo perché negli ultimi giorni il suo soggetto monopolista, Ukrtransgas ha aumentato - e di molto - il suo import dalla Russia e Mosca non ha opposto resistenze. Altrimenti, aprile sarebbe stata la deadline.

 


  PAG. SUCC. >