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FINANZA/ Borghi: una "fregatura" si nasconde nel calo dei Btp

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In presenza di una situazione di deflazione, solo un folle può pensare di tassare i risparmi come intende fare il nostro governo. Se si aumenta l’imposizione fiscale sui Bot o sul bollo relativo al conto corrente si incentivano i risparmiatori a lasciare il denaro in cassaforte anziché a investirli in titoli di Stato. L’assenza di inflazione fa sì che anche se lascio i miei risparmi sotto il materasso il loro valore non cali.

 

E quindi?

La tassa sulle rendite finanziarie incentiva i cittadini a togliere i soldi dalle banche e dagli altri impieghi improduttivi. Li si incoraggia così a scegliere modalità invisibili per conservare il proprio denaro, in modo che non sia attaccabile da patrimoniali, tasse, rischi di bail-in bancario. L’accoppiata di inflazione e maggiori tasse sui risparmi è quindi mortale.

 

Chi c'è dietro l'aumento degli acquisti di Btp?

Chi acquista Btp in questo momento sono principalmente gli investitori esteri, soprattutto giapponesi, che stanno cercando disperatamente un minimo di rendimento reale ma acquistano soltanto delle particolari tipologie di titoli. Non potendo ottenere un rendimento più alto dai certificati di deposito della banca o dai certificati postali, si sceglie quindi di investire in Btp. Se questo pur minimo rendimento dovesse però essere minacciato da nuove tasse, in molti andranno in banca a prevelare per mettere i loro averi “al sicuro”. Ben diverso era invece il caso degli anni 80, quando l’inflazione era a due cifre tanto che nessuno si sognava di tenere i soldi in un impiego improduttivo perché sarebbero stati fortemente decurtati a fine anno.

 

(Pietro Vernizzi)



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