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Economia e Finanza

FINANZA/ L'Europa boccia Renzi e gli "riscrive" il programma

Olli Rehn (Infophoto)Olli Rehn (Infophoto)

Non è a costo zero nemmeno la riduzione del cuneo fiscale che per il governo è la chiave per aprire la porta ora sbarrata della produttività e della crescita. Non si sa ancora come verrà realizzata, se con la fiscalizzazione pura e semplice degli oneri sociali o con una riduzione dell’Irap come chiede la Confindustria, ma in ogni caso non può essere finanziata in deficit, occorrono coperture che oggi non ci sono. Si è evocata la spending review. Ma è come l’araba fenice. Il commissario straordinario Carlo Cottarelli avrebbe dovuto presentare a fine febbraio i risultati dell’analisi compiuta dai gruppi di lavoro. Ma non se ne sa nulla, a meno che il ministro non tenga sulla scrivania di Quintino Sella una cartellina segreta (alla faccia della trasparenza).

In ogni caso, Padoan, al quale non manca il realismo e la concretezza di chi è abituato a macinare numeri, ha già gettato acqua sul fuoco: ammesso che si riesca alla fine dei tre anni a tagliare 32 miliardi, pari a due punti di prodotto lordo, in questo 2014 non c’è da aspettarsi molto. Certo non abbastanza per coprire i costi delle riforme, a cominciare dalle prime due, quella fiscale e quella del lavoro. Dunque, bisogna mettere mano alle forbici, o forse all’accetta, altrimenti le raccomandazioni dell’Ue diventeranno una reprimenda e poi una pesante sanzione.

Un’altra cosa certa è che non ci sono margini per investimenti pubblici in disavanzo. E questo è il primo effetto concreto della sentenza di Bruxelles. Dunque, dovremo dimenticare anche quel contributo (per quanto piccolo) alla crescita. Rehn non ci fa sconti, né ci dà una mano. Del resto, non c’era da aspettarselo. Ciò impone al governo un’urgenza ben maggiore di quella del piè veloce Renzi e forse persino un cambio delle priorità. In altri termini, la riforma del lavoro sembra di lenta e complessa realizzazione, anche perché il ministro Poletti ha cominciato il solito giro di incontri con le parti destinate a mettere altri bastoni tra le ruote.

Alla luce delle richieste europee e della risposta di Padoan, al primo posto va messo il taglio al cuneo fiscale. È questo che dovrebbe vedere la luce al più presto. Molti dubbi sono stati sollevati sulla sua vera efficacia e sono state condotte simulazioni non incoraggianti, ma in ogni caso viene considerato un intervento immediato per rispondere a una congiuntura che non migliora. La produzione industriale è ancora negativa e lo si vede dai pessimi risultati della produzione elettrica in questi mesi. Dunque, bisogna dare una spinta subito che non viene dal Jobs Act, il quale richiederà tempo, anche nel migliore dei casi.


COMMENTI
06/03/2014 - Usiamo il Clap and jump per Renzi contro l'Ue (Carlo Cerofolini)

Perché, per ridurre a più miti consigli l’Ue, Renzi non manda il filmato della canzoncina “Clap and jump” che i bambini delle elementari della scuola Raciti di Siracusa hanno intonato in suo onore? Sono sicuro che capiranno. Sì quanto siamo ridicoli!

 
06/03/2014 - L'Europa e Renzi (delfini paolo)

La "democrazia" all'interno della Ue è davvero una gran cosa !