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Economia e Finanza

FINANZA/ L'Europa boccia Renzi e gli "riscrive" il programma

Ieri la Commissione europea ha mandato un messaggio molto chiaro all’Italia riguardo la sua situazione economica, indicando le priorità per il Governo. Ne parla STEFANO CINGOLANI

Olli Rehn (Infophoto)Olli Rehn (Infophoto)

Tutta l’Unione europea è attraversata da squilibri multipli, ma ci sono gli squilibri semplici e quelli eccessivi. I primi riguardano la Germania, perché mantiene un surplus enorme nella bilancia dei pagamenti (quindi dovrebbe aumentare la domanda interna), e la Francia, che al contrario ha un deficit commerciale troppo alto (quindi deve migliorare la produttività). Gli squilibri eccessivi colpiscono soprattutto tre paesi: la Slovenia, la Croazia e l’Italia, impiombata da un debito che continua a salire, una crescita piatta, una competitività ridotta. Dunque, l’Italia ha bisogno di “un’azione urgente e decisa”. La commissione di Bruxelles ha emesso la sua sentenza che non suona certo incoraggiante per il governo Renzi.

Il messaggio è chiaro: se l’Italia vorrà godere di maggiore flessibilità nella riduzione del debito pubblico (di un ventesimo all’anno dal 2016 in poi, secondo le regole del nuovo patto di bilancio) dovrà prima adottare le misure economiche chieste dalla Commissione. Nel considerare l’economia italiana oggetto di uno squilibrio eccessivo, l’esecutivo comunitario si prepara a chiedere riforme specifiche per risolvere la grave situazione. Nel caso in cui il Paese non rispettasse i suggerimenti, vi potrebbero allora essere sanzioni pari allo 0,1% del Prodotto interno lordo. I margini per una trattativa oggi sono ridotti al minimo, forse a zero.

Faremo tutto e tutto per bene, ha replicato il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan: “L’esecutivo intende dare una svolta al processo di riforma per garantire una crescita forte, sostenibile e ricca di posti di lavoro”, scrive un comunicato. La competitività, “è limitata dall’elevato cuneo fiscale sul costo del lavoro, un problema che il governo s’accinge ad affrontare con determinazione”. Quanto al debito pubblico in relazione al Pil, “deriva prevalentemente dalla crescita modesta negli anni precedenti la crisi e dalla profondità della recessione che si è accompagnata a una crescita insoddisfacente della produttività”. Il ministro sottolinea anche, tra i fattori che hanno peggiorato l’indebitamento, il contributo italiano ai meccanismi europei di protezione e il pagamento dei debiti pregressi (che però per l’Ue non è ancora sufficiente). Ma in sostanza Padoan mostra di condividere l’analisi di Olli Rehn e promette interventi decisi e rapidi. Quanto rapidi e quanto decisi?

Matteo Renzi ieri ha detto che la prossima settimana verrà presentato il Jobs Act e ha promesso 2 miliardi per l’edilizia scolastica. La riforma del mercato del lavoro è una di quelle che l’Ue ritiene fondamentale, ma costa, tanto più se si accontentano sindacati e Confindustria che vogliono conservare la cassa integrazione in deroga. In altri termini, se si deve introdurre un assegno di disoccupazione decente e universale in cambio di una maggiore libertà di licenziamento e mantenere anche la cassa integrazione, bisogna spendere molti miliardi che oggi non ci sono. E dove trovare i soldi per le scuole? Finora Renzi promette spese senza indicare come finanziarle. Siamo alle solite?


COMMENTI
06/03/2014 - Usiamo il Clap and jump per Renzi contro l'Ue (Carlo Cerofolini)

Perché, per ridurre a più miti consigli l’Ue, Renzi non manda il filmato della canzoncina “Clap and jump” che i bambini delle elementari della scuola Raciti di Siracusa hanno intonato in suo onore? Sono sicuro che capiranno. Sì quanto siamo ridicoli!

 
06/03/2014 - L'Europa e Renzi (delfini paolo)

La "democrazia" all'interno della Ue è davvero una gran cosa !