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BANKITALIA/ Il rischio di una seconda "svendita"

Ignazio Visco (Infophoto) Ignazio Visco (Infophoto)

L’intervento della Commissione europea, tuttavia, oltre a colpire alcuni altri aspetti contrari anche al diritto nazionale - ad esempio, per quanto attiene al trattamento fiscale agevolato delle plusvalenze realizzate dalle banche italiane a seguito della rivalutazione delle quote (profilo che - scrive ancora Fubini - avrebbe particolarmente infastidito le banche estere operanti in Italia) - potrebbe altresì travolgere la clausola di riserva delle partecipazioni al capitale soltanto a soggetti privati italiani, ossia uno dei pochissimi elementi del decreto che, in sede di conversione, il Parlamento aveva opportunamente modificato (la versione originaria apriva infatti il capitale anche a soggetti stranieri, purché aventi sede nell’Unione europea).

Ma dopo la bagarre scatenatasi alla Camera dei Deputati il 29 gennaio scorso, il tema sembra non aver lasciato traccia nel dibattito pubblico: è auspicabile che la missiva giunta da Bruxelles serva a indurre il nuovo Esecutivo e le Camere a rivedere motu proprio tale normativa, scongiurando il rischio che il vaglio comunitario imponga una road map di modifica che determini risultati contraddittori rispetto alle molte e rilevantissime esigenze, di carattere squisitamente nazionale, che imporrebbero il ritorno del capitale di Via Nazionale in mano pubblica.

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