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IDEE/ Il taglio dei prezzi che risolve due crisi

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Già, occorre remunerare quella spesa. Giammai con l’aumento del reddito che aumentando il costo del lavoro fa danno alla produttività; con la riduzione dei prezzi, invece, l’impresa aumenta quella capacità competitiva che smaltisce le sovraccapacità. Buona per tornare a fare utili. Si dirà: pure questa è deflazione [2]. Già, programmata però!

Ordunque, così si può tornare alla crescita; per farla “buona” occorre fare altro. E, se è pur vero che la domanda comanda, non si può riposare sugli allori: oltre gli onori ci stanno gli oneri. Per farla breve, occorre mettere in campo la responsabilità; condita con un po’ di convenienza, meglio! Responsabilità, appunto, e se domanda s’ha da fare che domanda sia, di merci ipoenergivore ed eco-compatibili, finanche immateriali, per alleggerire il sovraccarico antropico. Lunga vita alla Terra, insomma. E perché no godere a lungo i ristori economici che si intravvedono.

Toh, ci sono i termini per un’ alleanza che non t’aspetti. Con questa nuova Terra, agente generante il tutto e accogliente grembo che poi smaltisce il residuo. Questa Terra siffatta genera materia, il lavoro la trasforma in materiale, l’impresa ne fa poi merce, il consumatore l’usa facendone residuo. Il cerchio si chiude, il meccanismo gira e rigira, si genera ricchezza [3].

 

[2] Alla faccia della perfida deflazione, Francesco Daveri riferisce che tra il 1990 e il 2012 in Giappone i prezzi al consumo sono scesi del 12%. Nello stesso periodo di tempo il Pil è salito complessivamente del 22%. Caspita, tra aumento del potere d’acquisto e aumento del reddito, i consumatori con gli occhi a mandorla, ad occhio e croce, hanno messo in tasca un + 1,54% l’anno e l’occupazione ai massimi.

 

[3] Il dire di Bataille, in proposito, illumina: “A mio parere, la legge generale della vita richiede che in condizioni nuove un organismo produca una somma di energia maggiore di quelle di cui ha bisogno per sussistere. Ne deriva che il sovrappiù di energia disponibile può essere impiegato o per la crescita o per la riproduzione, altrimenti viene sprecato”.



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