BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ 2. Euro-Lira, lo scambio che riporta l'Italia nelle "caverne"

Pubblicazione:venerdì 11 aprile 2014

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

«Chi invoca il ritorno dell’Italia alla lira dimentica le difficoltà economiche attraversate dal nostro Paese prima dell’ingresso nell’euro». A sottolinearlo è Marcello De Cecco, professore di Economia e finanza dei Paesi emergenti all’Università Luiss di Roma. Insieme ad altri economisti di spicco, il professor De Cecco ha firmato una lettera-manifesto dal titolo “Uscire dall’euro, una tentazione pericolosa”. “Chi propone l’uscita dall’euro vuole in realtà tornare a quel modo di governare l’economia che la storia ha già condannato come fallimentare - sottolinea l’appello -. I vantaggi dell’autonomia monetaria si rivelerebbero illusori”.

 

Professor De Cecco, negli ultimi anni si sono levate numerose voci contro la moneta unica.

Lo scetticismo nei confronti dell’euro si spiega con la paura e la mancanza di fiducia. Di fronte a un mercato complesso, spesso manovrato da forze oscure, l’opinione pubblica preferisce optare per la soluzione più semplice. È una forma di populismo che si appella a un modello del passato nel quale si identificano tutte le certezze. C’è la volontà di attribuire tutte le colpe a un unico responsabile, e come durante il Nazismo c’erano gli ebrei così oggi c’è l’euro.

 

L’euro ha migliorato lo stato della nostra economia?

L’euro è stato l’ultimo tentativo di soluzione razionale della nostra economia. Non metto in dubbio che l’industria tedesca ne abbia tratto dei benefici, ma è un’illusione pensare che tornando alla lira tutto si risolva. Lo documenta l’esempio dell’Argentina. Una volta espressi in lire, i debiti accumulati nell’era dell’euro saranno ancora più pesanti. In confronto alla crisi greca, quanto sta avvenendo in Italia è molto più preoccupante, anche perché il nostro è un Paese molto più grande.

 

Quali sarebbero le conseguenze più gravi dell’uscita dell’Italia dall’euro?

Basta ricordare l’inflazione e il tasso d’interesse dell’Italia prima di entrare nell’euro. Se l’Italia al momento dell’ingresso nella moneta unica non ha ottenuto di più, la responsabilità è stata principalmente dei nostri governanti. La colpa non è della Germania e trovo abbastanza ridicole le prese di posizione anti-tedesche, che nascono dal fatto di dimenticarsi che siamo tutti parte della stessa famiglia. Se riproponiamo oggi le divisioni che hanno lacerato l’Europa nella prima metà del ‘900, l’Italia si ritroverà nella situazione di sfascio nella quale l’ha spinta Mussolini.

 

Lei non rimpiange il passato dell’Italia dal punto di vista economico?


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
11/04/2014 - Rirono al passato impossibile ma con che futuro? (Vulzio Abramo Prati)

Sono pienamente d'accordo che un ritorno alla lira sia materialmente impossibile ma continuare con questo Euro è materialmente possibile? Mi spiego meglio: abbiamo una unione monetaria senza una unione politica, non è un controsenso? Abbiamo paesi con la salute dell'economia molto diversa, è possibile per loro competere su mercati non Euro con gli stessi valori di conversione? Ma soprattutto abbiamo paesi con tasso di inflazione diverso che va dallo zero al 2-3%, non è un controsenso con la stessa moneta? Lo stesso spread sui titoli decennali di cui tanto si è parlato non rappresenta di fatto un controsenso per la stessa moneta? Se ho due emissioni con la stessa durata e la stessa valuta perchè dovrebbero rendere diversamente, lo spread appunto. Si dice perchè la Germania quando emette è più affidabile dell'Italia, sicuramente vero, ma allora si intende che ci sono degli Euro più sicuri degli altri? Sta proprio nello spread la conferma che ci sono più Euro, almeno due, tanto vale quindi prenderne atto ufficialmente e gestire le "diverse velocità" anche con valute diverse.

 
11/04/2014 - De Cecco (Diego Perna)

capisco che uscire dall' euro sarebbe un disastro immediatamente, non sarei sicuro per il dopo, forse potremmo avere qualche possibilità di ripresa se i nostri patner europei se ne facessero una ragione e tornassero anche loro alle monete da stato sovrano cosí da avere margini di manovra. Capisco anche che il 12 o 13 % di disoccupazione non fa testo, perché De Cecco , che non é populista crede che fuori dall' Euro saremmo al 50%. io mi chiedo, dato che non sono nemmeno un pó contro l' Europa se posso essere contemporaneamente contro l' euro senza essere blasfemo e per la pace tra i popoli, conoscendo la storia europea. E comunque l' euro come gli ebrei per i nazisti, il De Cecco se la poteva risparmiare. Buona Giornata.