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IDEE/ I 60.000 miliardi di dollari per sfuggire alla crisi

Pubblicazione:domenica 13 aprile 2014

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Se hai poco da spendere e ti viene un tizio in casa che ti offre denaro quasi a credito, non ti fai sfuggire l’occasione: lo prendi. Rifocilli il tuo portafoglio, corrobori il potere d’acquisto, acquisti; tutto a debito. Quel tizio, con il suo fare, dà sostegno alla tua domanda. Se tanti tizi vanno nelle case di tutti e propongono lo stesso giochino, tutti acquistano. Et voilà i prezzi delle merci, altrimenti invendute, non scendono. Un bel giochino che disabilita il mercato dal fare i prezzi rendendolo opaco e, vieppiù, inefficiente.

Vogliamo chiamare tutto questo fare, politica monetaria espansiva? Vogliamo attribuire tal fare a quella parte del mondo, di cultura anglosassone, fatto per uscire da questa maledetta crisi? Paghi di cotanto fare lo strombazzano con i megafoni del Fmi: “Per la zona euro, un’ulteriore espansione della politica monetaria, comprensiva di misure non convenzionali, è necessaria per sostenere l’attività e aiutare la Banca centrale europea a perseguire l’obiettivo della stabilità dei prezzi, in modo da ridurre il rischio di un’inflazione ancora più bassa o di vera e propria deflazione”.

Il trucco lo chiamano “stabilità di prezzi”. Vogliamo dire che la crescita pure se fatta con quei prezzi truccati dal debito risulta insufficiente a ripagare quel debito, anzi lo aumenta? A proposito degli altri, gli euro tedeschi fanno pure loro un giochino, tutt’affatto diverso però. Fanno pressappoco così: se ho pochi redditi per fare la spesa e mi sono indebitato oltre il lecito per farla, mi ritrovo in casa tizi che mi redarguiscono. Mi vogliono morigerato in un mondo che per crescere ha bisogno di prodighi. Le banche si adeguano. I prestiti al settore privato hanno registrato una contrazione su base annua del 3,6%. Mi prodigo allora per non spendere, anzi risparmio per ripagare il debito e se mi cricca manco lo rimborso.

Gulp: lo stock di crediti deteriorati “è arrivato nel complesso dell’eurozona a 800 miliardi di euro, stima il Fmi. Il debito pubblico europeo, nel 2013, al 95,2% del Pil e la crescita, quando c’è, è asfittica! Beh, dopo il tanto fare di tutti quei tizi, questo il fatto: secondo la Banca dei regolamenti internazionali, il debito globale ha sforato i 100 bilioni di dollari, di cui 30 sin dall’inizio della Grande Recessione. Gli stati mondiali sono i responsabili principali. E la crescita non cresce, anzi decresce!


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