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FINANZA E POLITICA/ Tasse e spesa, il gioco delle tre carte di Renzi

Pubblicazione:mercoledì 16 aprile 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Noi stiamo avendo un beneficio inatteso, che è quello di una riduzione dello spread, e quindi di un minor peso dei tassi d’interesse sul debito pubblico. Se ciononostante la tendenza è quella ad applicare regole che portano a ulteriori tagli sostanziali di spesa, il rischio forte è di riprendere con una mano ciò che si è dato con l’altra. Nessuna manovra, per quanto raffinata, è in grado di tradurre ciò in benefici a livello della singola famiglia o impresa.

 

Secondo Bankitalia, il rispetto del Fiscal compact sarebbe messo a repentaglio “se gli andamenti macroeconomici dovessero discostarsi, anche di poco, dalle previsioni contenute nel Def”...

Significa una cosa molto semplice, e cioè che questa è una stagione di elezioni. In questo contesto bisogna essere molto chiari. Almeno per quanto mi riguarda il processo europeo è fuori discussione. Il rischio è che a prescindere dalle regole il meccanismo si rompa, e quindi bisogna cambiare le regole stesse.

 

In quale direzione bisogna andare?

Alla base c’è una visione diversa del funzionamento dell’economia. Nel 2012-2013 gli italiani hanno compiuto sacrifici che potevano essere evitati. Ora lo stesso schema è riproposto dal Fiscal compact, che comporta una riduzione della spesa pubblica pari ad almeno il 5% ogni anno. Il moltiplicatore è dunque negativo, soprattutto in un momento in cui la crescita non è particolarmente elevata.

 

(Pietro Vernizzi)



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