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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Tasse e spesa, il gioco delle tre carte di Renzi

Ieri Istat e Banca d'Italia hanno fatto pervenire le loro osservazioni sul Documento di economia e finanza presentato dal Governo. Il commento di LUIGI CAMPIGLIO

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

«Un primo passo sia pure timido nella direzione giusta è stato fatto e adesso ci si attende che sia per le famiglie sia per le imprese ci sia maggiore coraggio». È il commento di Luigi Campiglio, professore di Politica economica all’Università Cattolica di Milano, dopo che l’Istat ha ha presentato le proprie stime sugli effetti delle misure del governo contenute nel Def per l’economia italiana. Le famiglie più povere guadagneranno 714 euro l’anno (quelle più “ricche” 451 euro) grazie allo sconto Irpef da 80 euro mensili. L’effetto sulla crescita sarà pari allo 0,1%, mentre le imprese coinvolte dai tagli Irap saranno due su tre. Anche la Banca d'Italia ha presentato le sue osservazioni sul Def alla commissione Bilancio della Camera, ponendo in particolare l’accento sui saldi di finanza pubblica.

Secondo l’Istat, gli 80 euro di Renzi produrranno un effetto sulla crescita pari allo 0,1%. Che cosa ne pensa del fatto che sia un effetto così limitato?

Il valore di questa iniziativa non va misurato esclusivamente in termini di impatto assoluto, ma nella sua possibilità, se le condizioni saranno favorevoli, di dare un segnale di aspettativa migliore alle famiglie. La questione centrale è capire se abbiamo toccato il fondo e adesso, sia pure lentamente, cominciamo a risalire. Non basta però un provvedimento come questo, molte altre cose vanno fatte, ma certamente è indispensabile restituire potere d’acquisto stabile in modo definitivo almeno alle famiglie con reddito basso o medio-basso.

Il taglio dell’Irap interesserà solo due imprese su tre. Anche in questo caso l’impatto sarà limitato?

Così come la platea delle famiglie interessata dal taglio Irpef è stata limitata, in quanto copre circa un terzo delle famiglie, nel caso delle imprese a essere coinvolte sono circa i due terzi. Un primo passo sia pure timido nella direzione giusta è stato fatto e adesso ci si attende che sia per le famiglie sia per le imprese ci sia maggiore coraggio.

Davvero le aspettative possono avere un ruolo tale da rilanciare l’economia?

No, le aspettative “appese sulle nuvole” non contano nulla, anzi fanno solo male. Le aspettative sono importanti ma devono ancorarsi a fatti concreti. Il taglio di Irpef e Irap deciso dal governo Renzi non sarà una rivoluzione, ma sono pur sempre dei fatti. Il vero punto è rendere stabili questi fatti, e soprattutto estenderli in particolare riducendo la pressione fiscale.

Come è possibile estenderli, dal momento che la spending review per il 2015, secondo la Banca dItalia, potrebbe non essere sufficiente?