BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Sapelli: il dramma dell'Italia tra Draghi e Germania

Pubblicazione:mercoledì 16 aprile 2014

Infophoto Infophoto

Frau Merkel l’11 aprile ha effettuato il secondo Blitzbesuch in Grecia. Anche questa volta si è fermata poche ore, sette ore . Ma questa breve visita non è stata priva di significato. Ha dichiarato di essere felice di ciò che Antonis Samaràs, segretario di Nuova Democrazia, ha esclamato abbracciandola: “Ringrazio il popolo tedesco per la sua solidarietà!”. La Merkel, da parte sua, si è lanciata in una comparazione storiografica che sicuramente rimarrà negli annali della disinformazione e della menzogna. Ha comparato i cinque anni di crisi attraversati dalla Grecia al periodo della riunificazione tedesca. Tra le altre incredibili affermazioni mi ha impressionato questa: “Molte professioni che apparivano indispensabili nella Germania Est sono divenute con la riunificazione assolutamente obsolete e inutili e molta gente ha molto sofferto di ciò”.

Mi si dice che il pubblico era stupefatto, incredulo, soprattutto perché questa scena metafisica, che pareva avvenisse sull’Acropoli, si svolgeva invece in una città dove il 10 aprile un’autobomba era esplosa davanti alla Banca centrale greca e settemila poliziotti, ben piantati sui margini delle strade, hanno fatto da scenario alle auto della Cancelliera dall’aeroporto al centro della capitale. Il traffico ad Atene, del resto, era stato proibito ed essa sembrava una città morta.

Ben lontane dal perimetro di sicurezza si svolgevano le manifestazioni di Syriza e dei sindacati. Ma nessun’eco è giunta a Frau Merkel e l’amante di Wagner e dei wurstel nulla ha udito di questi sussurri e grida della sofferenza. Il tutto, del resto, ha dello scenario wagneriano. L’oro del Reno esiste, certamente, e sono i titoli di stato che Wotan e i suoi compagni vogliono acquistare. Ma a quale prezzo li acquistano! Padri e figlie si immolano vicendevolmente e l’intera Terra sembra tremare per malefici incantesimi.

Di questo dramma wagneriano, in versione più anarchica e meno ordinata - perché da noi i partiti non esistono più, a differenza che nella Grecia, e i sindacati sono troppo impegnati a polemizzare tra loro invece che mobilitare la povera gente -, anche noi abbiamo avuto la nostra versione, ma è un dramma alla Mascagni. Con dei copioni che si ripetono: manipoli sia di provocatori, sia di convinti idealisti che mettono a ferro e fuoco le piazze. E a farne le spese sono i poveretti che, dilaniati dalla fame, cercano di far qualche soldo vendendo panini a questi manifestanti, raccogliendo impudentemente petardi che questi gentiluomini dell’opposizione scagliano contro le forze dell’ordine.


  PAG. SUCC. >