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SPY FINANZA/ Chi usa il Belgio per comprare i titoli di stato americani?

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Il giorno seguente ho ricevuto una mail lapidaria nella quale mi si diceva se avevo un numero di telefono a cui chiamarmi: ho risposto fornendolo e ho atteso. Nel tardo pomeriggio ricevo una mail nella quale mi si chiedeva scusa, ma, causa troppi impegni in giornata, non era stato possibile contattarmi e mi si chiedeva di rimandare a due giorni dopo, venerdì 28. Rispondo che il 28 sarei stato a Roma per un convegno e chiedevo se si poteva fare per il giorno dopo, il 27. Nessuna risposta, ricevo però una mail giovedì 27 nella quale mi si dice che non è stato possibile contattarmi e mi si chiede di spostare al fatidico venerdì o al lunedì successivo. Rispondo dando un arco temporale prima del convegno o rimandando a qualsiasi ora del lunedì: altra risposta, vada per lunedì dopo le 13. Rispondo dando il mio assenso e attendo: sto ancora attendendo, l’ultima mail da me inviata era delle 17.40 del 27 marzo.

Il 9 aprile, infine, ho mandato un’altra mail, chiedendo conto dell’accaduto e ho ricevuto la risposta automatica del server: Martin Gregson sarà fuori ufficio fino al 22 aprile. Ho allora scritto all’altro addetto stampa, che avevo messo comunque in copia già nella prima richiesta del 25 marzo, ribadendo tutte le mie richieste e chiedendo se potesse aiutarmi lui: sto ancora attendendo la sua risposta. In compenso non sto più aspettando i dati relativi alle detenzioni di febbraio, perché sono stati resi noti ieri. E non mancano le sorprese, visto che qualcuno di cui non conosciamo l’identità ha continuato a usare il Belgio come “ponte” per i suoi acquisti, divenendo il terzo detentore al mondo di Treasury con qualcosa come 341,2 miliardi di dollari, comprando nel mese di febbraio altri 31 miliardi di debito Usa, come ci mostra il primo grafico a fondo pagina.

Insomma, qualcuno senza nome, operando attraverso il Belgio e con ogni probabilità grazie ai servizi di Euroclear, da dicembre ha acquistato titoli di Stato Usa per 141 miliardi di dollari, casualmente cominciando la scalata nel mese in cui Ben Bernanke annunciava l’inizio del “taper”. È stata la Cina? No, perché in febbraio ha venduto Treasury per 2,7 miliardi di dollari, mentre il Giappone ha acquistato, ma solo per 9 miliardi di dollari. Allora è la Russia? No, perché come ci mostra il secondo grafico Mosca in febbraio ha venduto altri 6 miliardi di debito Usa, portando così il livello totale delle sue detenzioni a 126 miliardi di dollari, il più basso dal 2011 e il calo più consistente nella storia a livello annuale, -24%.

 

 


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COMMENTI
16/04/2014 - Belgio? (Renato Mazzieri)

Shadow banking?