BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ La "Lehman russa" che spaventa i mercati

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

Per Sberbank, ulteriori sanzioni potrebbero concretizzarsi in un crollo del 30% dell’indice Rts, destinato a rivedere quota 800, ma c’è anche il rovescio della medaglia: attualmente la ratio price/earning (prezzo/utili, è il rapporto fra il prezzo corrente di un titolo al momento del calcolo dell’indicatore, scelto di solito nel listino della Borsa nazionale coi maggiori volumi scambiati e l’utile atteso per ogni azione) è di 5.5 e addirittura sotto il 5.0 per Gazprom, Lukoil, Aeroflot, Lsr e per molte banche a controllo statale.

Quindi, comprare oggi è un affare, visto che - con il prezzo del petrolio a questo livello - siamo a un livello di valutazione come nel 2009. Vladimir Putin vieterà scalate ed eccessivi acquisti per tutelare le sue aziende? E come farà poi a mantenerle profittevoli, a questi prezzi e con quelle necessità di finanziamento finora affidate a investitori esteri? Statalizzerà tutto? Con quali soldi, bruciando tutte le riserve? Penso che al Cremlino, più che di strategia militare, in queste ore si stia parlando di geofinanza. Nella sua forma più spietata e cristallina. Ma attenzione, se sarà escalation, magari con nuove sanzioni, proprio come ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, la crisi economica che seguirà la pagheranno tutti, non solo la Russia. E il crollo dell’indice Zew, che traccia la fiducia delle imprese tedesche, registrato martedì parla esattamente questa lingua. 

© Riproduzione Riservata.