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ALITALIA/ Banche e Benetton dietro la "partita a scacchi" con Etihad

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Ma cosa può succedere adesso se l’accordo salta definitivamente? Alitalia senza l’accordo con Etihad ha poca strada da fare. La giusta strategia hub and spoke che sta sviluppando su Roma Fiumicino è inapplicabile senza una flotta a lungo raggio. Senza Etihad, Alitalia non ha i mezzi finanziari per potere comprare aeromobili di questa tipologia che, ricordo, costano anche 250 milioni di euro l’uno.

Vi è un ultimo punto non sottolineato da nessuno in questa partita a scacchi che potrebbe essere invece una delle chiavi di volta. Il rapporto tra Etihad, Alitalia e Fiumicino. Questo aeroporto dipende estremamente dal vettore italiano, che fa quasi il 50% del traffico, e un fallimento di Alitalia metterebbe in forte affanno lo scalo romano. Etihad al contempo è interessata a prendersi una quota di Fiumicino (molto profittevole), anche perché il suo business molte volte si sviluppa anche con il controllo dell’aeroporto.

Atlantia, che è anche azionista di Alitalia (ma ha svalutato a zero la sua partecipazione), ha bisogno di Alitalia, ma non vuole certo regalare una partecipazione azionaria agli emiratini. Una questione di prezzo, così come nella battaglia con le banche.

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