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FINANZA E POLITICA/ La nuova sfida di Renzi alla Germania

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Il pareggio strutturale di cui si parla nelle regole Ue non consiste in un bilancio effettivamente in pareggio, ma prevede che lo si possa sforare dello 0,5%. Uno dei paradossi europei è che all’interno di regole così ferree dove contano anche i decimali, poi c’è sempre una dose di giudizio politico discrezionale alla base di ogni trattativa. La posizione della Germania, contraria a un rinvio del pareggio di bilancio dell’Italia, è importante. Le valutazioni che farà la Commissione Ue sulla scelta italiana sono previste per l’inizio di giugno, dopo le elezioni europee.

 

Che cosa dirà la Germania?

Fino alle elezioni del 25 maggio non credo ci sia l’interesse da parte di nessuno, Germania compresa, a mostrare il volto feroce del rigorismo economico. Il voto potrebbe mettere in crisi gli equilibri fin qui consolidati, con un affermarsi dei partiti euroscettici. A giugno, passata la bufera, il negoziato si aprirà in una condizione diversa. C’è da sperare che pesi positivamente il fatto che a luglio l’Italia prenderà in mano il timone della presidenza europea. Il mandato della Commissione Ue scadrà inoltre a ottobre: anche quest’ultimo fatto lascia ben sperare in un negoziato complessivamente più favorevole per l’Italia.

 

(Pietro Vernizzi)



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