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SPY FINANZA/ Il "risiko" intorno al debito degli Usa

Pubblicazione:sabato 19 aprile 2014

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È la Cina il misterioso acquirente di debito Usa che ha fatto impennare la voce “Belgio” nelle detenzioni di Treasuries confermata dai dati del Tic statunitense, un’operazione strettamente legata a quanto esposto nell’articolo di ieri: ovvero, comprare debito americano per garantirsi la svalutazione dello yuan nei confronti del dollaro. Insomma, quell’ammontare è parcheggiato in Belgio - con ogni probabilità presso Euroclear, i cui addetti stampa ancora non si sono degnati di fornire una risposta - ma su disponibilità cinese e la prova di questo sta nel matching quasi perfetto tra aumento delle riserve cinesi, andamento delle detenzioni “ufficiali” registrate dal Tic da dicembre a marzo e aumento delle detenzioni belghe, sempre “ufficiali”, di Treasuries.

Lavorando a questo tema, il primo indizio mi è giunto da un articolo dello scorso 21 novembre nel quale si dava conto delle parole di Yi Gang, vice-governatore della Pboc, la banca centrale cinese: «Non è più favorevole per la Cina accumulare riserve in valuta straniera», adombrando invece la possibilità che la politica monetaria si sarebbe incentrata su acquisti in dollari per evitare l’apprezzamento dello yuan. Nel terzo trimestre dello scorso anno, le riserve cinesi sono salite di altri 166 miliardi di dollari, toccando la quota record di 3,66 triliardi di dollari, più del Pil della Germania, il motore economico europeo. Insomma, quei soldi andavano spesi, allocati altrove. Tanto più che, sempre stando a dati della Pboc, tra dicembre del 2013 e marzo di quest’anno - il periodo incriminato per l’acquisto di debito Usa da parte del Belgio - le riserve sono cresciute di altri 150 miliardi di dollari.

Ora, stando ai dati ufficiali del Tic cosa sappiamo? Che in dicembre la Cina ha venduto Treasuries per 48 miliardi di dollari, in gennaio per 2,7 miliardi, mentre in febbraio ne ha acquistati per 3,5 miliardi. Nello stesso periodo, dicembre-febbraio, le detenzioni denominate “Belgio” sono cresciute di 141 miliardi di euro. E cosa ci dicono questi dati? Da un lato che in dicembre la Cina è stata venditore netto di Treasuries, dato che ci viene confermato sia dal Tic riguardo le detenzioni, sia dall’altro report del Tesoro riguardo le transazioni: insomma, a ridosso dell’annuncio del “taper” da parte dell’allora numero uno della Fed, Ben Bernanke, Pechino rallentava un po’ il vigore del suo intervento sul mercato monetario attraverso gli acquisti in dollari.

Ma, come ci mostra il primo grafico a fondo pagina, non così in fretta, visto che i dati sulle riserve valutarie della Pboc parlano chiaro e ci mostrano che le riserve sono continuate a crescere in dicembre, anche se a un tasso meno marcato che in ottobre e novembre. Quindi, o la Cina ha continuato a intervenire sul mercato a dicembre, ma lo ha fatto comprando meno Treasuries, oppure Pechino ha sì continuato a intervenire, comprando però il corrispettivo ammontare in Treasuries delle riserve da riallocare, ma attraverso centri bancari off-shore. E come ci dimostra il secondo grafico, la contemporaneità della crescita delle detenzioni di debito Usa denominate come “Belgio” con l’aumento delle riserve cinesi e il deprezzamento dello yuan sul dollaro pare più di un indizio.

 

 


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COMMENTI
19/04/2014 - Una domanda (Giuseppe Crippa)

Grazie per gli auguri, Bottarelli, Buona Pasqua anche a Lei e complimenti per il suo lavoro d’inchiesta! Mi scusi, perché l’economia giapponese sarebbe in grado di funzionare soltanto con costi di finanziamento vicini allo zero?