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SPILLO/ Così la "trappola della moneta" ci rende schiavi della finanza

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Dopo anni di queste pratiche esoteriche, nella realtà la crisi sociale continua ad aggravarsi in Occidente. Intanto, alcuni paesi, come ad esempio la Cina, l’India e il Brasile, avendo preso atto dell’insuccesso del sistema del dollaro a risolvere da solo il problema in cui si è cacciato, sono convinti che la questione possa trovare soluzione solo a livello di governance mondiale. Quindi, questi paesi avanzano fortemente la proposta di creare rapidamente un sistema internazionale più giusto, in cui tutti si sottomettano alle stesse regole condivise. Mentre il sistema del dollaro, tramite il suo junior dell’euro, sta imponendo misure drastiche di aggiustamento strutturale e di politica fiscale e di bilancio a vari paesi europei, dall’Amministrazione Obama non vengono segnali di apertura verso un vero negoziato internazionale su questi temi.

Il dollaro non è ancora arrivato al punto di declino che fece sparire la sterlina come riserva mondiale, ma senza un cambiamento radicale di prospettiva, cioè senza un’onesta presa di coscienza della realtà, il cammino del dollaro è già segnato. Se gli Usa e l’Ue non coglieranno l’opportunità a negoziare offerta dalla Cina (si ricordino bene le parole misurate del presidente Xi in visita a Bruxelles il mese scorso) sarà inevitabile un progressivo e doloroso logoramento del sistema, con varie scosse geopolitiche di contorno.

Su questo giornale, Bottarelli ci informa regolarmente dei pericolosi retroscena che agitano lo scontro geofinanziario. Da ultimo, l’incredibile transito di centinaia di miliardi di dollari in titoli di stato “parcheggiati” in Belgio. È evidente che il Belgio non è che un prestanome, una copertura per operazioni che vanno ben al di la dei volumi monetari che potrebbe gestire. Questi enormi movimenti sono iniziati a fine dicembre 2013 e si sono intensificati nel marzo e aprile 2014, proprio in coincidenza dell’aggravarsi della crisi in Ucraina. Quindi, con una certa prevedibilità, alcuni analisti hanno voluto credere che si trattasse di una mossa di Putin per salvarsi dalle sanzioni. Invece, L’Echo del 16 aprile ci informa che Bank of America Merrill Lynch crede che la Banca del Popolo della Cina stia acquistando massicciamente obbligazioni del Tesoro americano in Belgio, tramite il circuito di clearence Euroclear. Quindi, si propone un’interpretazione che vedrebbe la Cina come doppiogiochista, da un lato annunciando di voler ridurre la propria esposizione al dollaro e dall’altro acquistando i T-Bonds.

Fumo e solo fumo! Infatti, in un articolo del 15 aprile del Financial Times on line (l’edizione cartacea ne pubblicava solo un estratto) si legge che Euroclear, che ha in custodia obbligazioni del Tesoro americano per un valore di 22 trilioni di dollari, ha confermato che “negli ultimi mesi il volume di queste obbligazioni è cresciuto drammaticamente”.


COMMENTI
20/04/2014 - L'unica soluzione (Renato Mazzieri)

Articolo ineccepibile. Per non ripetere quello che ha provocato l'attuale situazione, bisogna ridistribuire la ricchezza dal capitale al lavoro, con una moneta dei popoli - al posto di quelle degli stati e delle banche - e riportare la finanza all'economia reale con un sistema di credito sulla fiducia e senza interessi.