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SPILLO/ Così la "trappola della moneta" ci rende schiavi della finanza

Pubblicazione:domenica 20 aprile 2014

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Poiché dall’inizio della crisi finanziaria (2007) il volume delle obbligazioni del Tesoro americano è triplicato raggiungendo il valore di 12 trilioni di dollari, è evidente che si siano creati dei “pozzi neri” (dark pools) zeppi di collaterale non contabilizzato in modo trasparente, ma capace di influire nel sistema finanziario internazionale. Questi “pozzi” sono direttamente gestiti dal sistema finanziario (Londra e Hong Kong) a prescindere dalle operazioni che un Paese dichiari di voler attuare. Queste sono le vere munizioni di distruzione di massa che sono in uso nell’attuale guerra geofinanziaria, altro che le spuntate parole dei Capi di Stato e dei loro ministri degli esteri.

A questo si aggiunge che nel maggio del 2013 Euroclear e l’americana Dtcc hanno deciso di “offrire accesso reciproco agli inventari di collaterale” con lo scopo di facilitare l’accesso delle banche alback trading (una pratica anticoncorrenziale che distorce il mercato). Grazie alle nuove regolamentazioni in materia finanziaria - Dodd-Frank Act e Basilea III - la “fame” di collaterale a garanzia degli investimenti è vertiginosamente aumentata. In conseguenza il potere dei depositari come Euroclear è cresciuto vertiginosamente perché possono giocare il collaterale depositato in sofisticati circuiti finanziari. Essendo questo collaterale estremamente liquido (cash o T-Bonds), i depositari sono i diretti concorrenti degli hedge funds e dei fondi pensione, che pur avendo molto collaterale non possono accedere al circuito delle banche centrali, e possono operare come una sorta di “banche ombra” (shadow banking).

Insomma, le società di clearing e di settlement si sono posizionate per operare come veri e propri intermediari, sia reinvestendo la liquidità in eccesso, sia aiutando a trasformare il collaterale di bassa qualità attraverso i loro propri circuiti di deposito e le operazioni di prestito di titoli. Mentre le banche tradizionali affondano e devono essere salvate con vari artifici da soldi pubblici, anche le grandi corporations preferiscono affidarsi sempre di più ai servizi delle società di clearing e disettlement. Come si può capire, si tratta della più grande trasformazione del sistema finanziario degli ultimi 150 anni: le banche che hanno in ostaggio i governi sono state fagocitate dal sistema finanziario!

Un aspetto non di dettaglio del citato accordo Euroclear-Dtcc è che gli investitori e le banche, spiega Saheed Awan, global head of collateral services di Euroclear, potranno accedere alle obbligazioni dei governi europei e delle corporations, ma non a quelle del governo americano che sono trattate da un diverso circuito di settlement.

Appare evidente che per fare operazioni speculative sugli asset europei, particolarmente di paesi deboli e soggiogati dal debito, com’è l’Italia, il modo più facile è di garantirsi una “buona assicurazione” di collaterale da parte di Euroclear e poi procedere alla destabilizzazione e acquisto della preda. Quindi, non facciamoci distrarre dalla non-guerra militare in Ucraina e dalle sirene di allarme sul gas, e neppure dalle pagliacciate politiche nostrane farcite di improbabili nomine di fasullo cambiamento.


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COMMENTI
20/04/2014 - L'unica soluzione (Renato Mazzieri)

Articolo ineccepibile. Per non ripetere quello che ha provocato l'attuale situazione, bisogna ridistribuire la ricchezza dal capitale al lavoro, con una moneta dei popoli - al posto di quelle degli stati e delle banche - e riportare la finanza all'economia reale con un sistema di credito sulla fiducia e senza interessi.