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ALITALIA/ Così le elezioni (e 10 milioni di passeggeri) possono aiutare Etihad

Pubblicazione:mercoledì 23 aprile 2014

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Poche parole e poche speranze per Alitalia? Probabilmente non è così, anche se la partita rimane molto incerta. Non è facile capire cosa sia successo nelle due ore del Consiglio d’amministrazione della compagnia aerea italiana svoltosi ieri, ma quel che è certo che la partita sembra ancora lontana dalla chiusura. Etihad continua ad avere il coltello dalla parte del manico e gli azionisti di Alitalia sembrano poter fare poco. Aspettare il Governo non è la soluzione migliore, ma la compagnia italiana non ha molta liquidità.

Tuttavia essendo alle porte il periodo estivo, la benzina per gli aerei del vettore dovrebbe bastare fino a ottobre. I fallimenti delle compagnie non a caso arrivano sempre a fine estate, quando le vendite del periodo migliore dell’aereonautica sono finite. È stato così per la vecchia Alitalia, così come per Windjet. Nonostante questo la partita è da chiudersi in fretta. Le elezioni sono alle porte e arrivare ancora una volta con la “patata bollente” Alitalia non è certo facile per un Governo che si è esposto molto sul tema.

Gli interessi concordano sul fatto che Alitalia non debba fallire, dato che le banche perderebbero molto di più di quanto è richiesto loro di sacrificio dal piano di Etihad. L’esposizione creditizia è infatti vicina al miliardo di euro, mentre la compagnia medio-orientale chiede un sacrificio da 400 milioni. Al Governo si richiede di liberalizzare Linate e questo punto sarebbe dovuto essere attuato già in passato per favorire il traffico aereo lombardo. Non c’è una rivalità tra Linate e Malpensa, semplicemente perché il numero di passeggeri di Alitalia nello scalo varesino è ormai molto basso.

I sindacati, che non hanno ancora proferito parola e sono tra gli artefici del fallimento della trattativa con Air France nel 2007-2008 che voleva investire quasi 6 miliardi di euro in cinque anni (contro il miliardo o poco più investito dai capitani coraggiosi), evidentemente hanno avuto rassicurazioni dal Governo. Qualche forma di cassa integrazione speciale che andrà a carico dei contribuenti non è da escludersi a priori.


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COMMENTI
23/04/2014 - Non ripetiamo gli errori del passato (Umberto Bancale)

Doveva essere fatto a suo tempo: lasciamo che la compagnia fallisca. Sarebbe un vantaggio per tutti (anche per i lavoratori) come dimostrano le situazioni analoghe del passato.