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Economia e Finanza

GEO-FINANZA/ Usa-Russia, la guerra che può scoppiare con un clic

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Il nuovo arsenale fu schierato contro l’Ucraina - ovunque - a dicembre 2002, quando accusarono le sue banche di riciclaggio di fondi della criminalità russa organizzata. Kiev capitolò in breve tempo. Birmania, il Nord di Cipro, la Bielorussia e la Lettonia sono state abbattute una a una, tutte costrette a uniformarsi alle richieste degli Stati Uniti. La Corea del Nord poi fu paralizzata. Ma il primo premio è stato vinto contro l’Iran che, finalmente, è stato portato al tavolo. “Si sta facendo una guerra segreta su scala globale di lungo termine. Questo è un tipo di guerra in cui il nemico dà per scontato che potrà sconfiggere la nazione iraniana” - disse l’allora Presidente Mahmoud Ahmadinejad al Parlamento iraniano con aria di sfida. Invece stava prevedendo il futuro. 

Il Tesoro degli Stati Uniti deve combattere contro una preda formidabile, il più grande produttore mondiale di energia con un fatturato da duemila miliardi di dollari, con degli scienziati eccellenti e un arsenale nucleare di prim’ordine: la Russia, che è anche strettamente legata alle economie tedesca e dei paesi orientali. Gli Stati Uniti rischierebbero di mettere in pericolo il proprio sistema di alleanze se dovessero calpestare i loro amici. È più o meno la stessa situazione della Gran Bretagna alla metà del XIX secolo, quando grazie alla sua supremazia navale si permetteva di servirsi delle (presunte?) navi negriere di tutto il mondo, sotto qualsiasi bandiera, mettendo il naso ovunque.

Il Presidente Putin sa esattamente che cosa possono fare gli Usa con le loro armi finanziarie. La Russia entrò nel loop quando i due paesi per un po’ sono stati “alleati” nella lotta contro il terrorismo jihadista. Putin diede incarico al lealista Viktor Zubkov - poi Primo Ministro - di gestire i rapporti con il Tesoro degli Stati Uniti. Zarate ha detto che la Casa Bianca di Obama ha aspettato anche troppo a lungo per fare sul serio, aggrappandosi alla speranza che Putin avrebbe smesso presto di strappare le pagine del libro delle regole del mondo. ”Dovrebbero togliersi i guanti. Più aspettano, più dovranno muoversi pesantemente”, ha detto.

Quella era una escalation calibrata, quando si mandò una lettera scarlatta alle banche russe che aiutavano il regime siriano. Zarate crede che potrebbe essere già troppo tardi per mantenere il controllo dell’Ucraina orientale, ma non troppo tardi per far pagare un prezzo molto caro. “Se il Tesoro degli Stati Uniti affermasse che tre banche russe sono coinvolte in preoccupanti operazioni di riciclaggio, siamo sicuri che Ubs o Standard Chartered non ci rimetterebbero niente?”. Questo potrebbe far mettere delle sanzioni progressive alle imprese della difesa russa, alle esportazioni di minerali e di energia - cercando di non danneggiare troppo le attività della BP in Russia - aggiunge con tatto - e conclude dicendo che basterebbe una stretta su Gazprom, per far fallire tutto il resto.

Sia che siamo pro o contro questo programma, non dobbiamo farci nessuna illusione su quello che significa: vivremmo in un mondo diverso, dove lo S&P 500 si dimenticherà di vedere il suo titolo commercializzato a Wall Street a un valore che possa avvicinarsi a 1.850. È vero che la Russia non ha più il potere di una volta e questo lo possiamo vedere da questi grafici di Sberbank che confrontano il rapporto economico con la Cina e l’Europa.