BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEO-FINANZA/ Usa-Russia, la guerra che può scoppiare con un clic

Pubblicazione:giovedì 24 aprile 2014 - Ultimo aggiornamento:giovedì 24 aprile 2014, 19.10

Infophoto Infophoto

Questa non è un’altra guerra fredda. Non c’è nessun plausibile equilibrio tra Russia e Occidente e nessuna ideologia mistica da contrapporre. La Russia ha 470 miliardi di dollari di riserve estere, ma sono già diminuite di 35 miliardi dall’inizio della crisi, perché la sua banca centrale combatte la fuga dei capitali e difende il rublo. Mosca non può gettare, senza pensarci, parte delle sue riserve per evitare una crisi senza che ci sia una contrazione del denaro circolante, aggravando una recessione che è quasi certamente in corso. Il mnistro delle Finanze Anton Siluanov dice che la crescita sarà pari a zero quest’anno. La Banca Mondiale teme invece che sarà -1.8%, mentre Danske Banks dice che potrebbe arrivare al -4%. 

Putin non può contare su alleati globali per aiutarlo a superare la crisi. Solo Venezuela, Bolivia, Cuba, Nicaragua, Bielorussia, Corea del Nord, Siria, Sudan, Zimbabwe e Armenia sono si allineate con Putin alle Nazioni Unite quando si è parlato di Crimea,una cosa veramente irrilevante. Eppure, come dice il vecchio proverbio: “La Russia non è mai tanto forte come sembra, ma la Russia non è mai tanto debole come sembra”.

Il Professor Harold James, di Princeton, ricorda gli echi degli eventi precedenti la Prima guerra mondiale, quando la Gran Bretagna e la Francia immaginarono di poter usare una guerra finanziaria per controllare la potenza tedesca: rompere gli equilibri che sostengono la finanza mondiale significa che niente potrà più contenerla. Le sanzioni rischiano di innescare una serie di reazioni a catena simili allo shock del 2008. “Lehman era solo un piccolo istituto se lo dovessimo confrontare con le banche austriache, francesi e tedesche che sono oggi altamente esposte al sistema finanziario della Russia. Un congelamento dei beni russi potrebbe essere catastrofico per i mercati finanziari europei, anzi per i mercati globali”, ha scritto il professore su Project Syndicate.

Forse il Cancelliere George Osborne era all’oscuro dei piani segreti Usa, infatti la scorsa settimana ha mandato un avviso a Washington, per informare i banchieri della City di prepararsi alle ricadute per effetto delle sanzioni. “La City è preziosa - ha detto -, ma questo non significa che i suoi interessi possano prevaricare gli interessi di sicurezza nazionale del nostro Paese”. 

Il rischio maggiore è sicuramente una replica “asimmetrica” dal Cremlino. Gli esperti russi di guerrra-cibernetica sono tra i migliori e fecero un giro di prova sull’Estonia nel 2007. Un fermo cibernetico di un sistema idrico dell’Illinois nel 2011è stato attribuito a fonti russe. Non sappiamo se la US Homeland Security possa essere in grado di contrastare un attacco in piena regola che preveda un “blocco-dei-servizi” alle reti elettriche, ai sistemi idrici, al controllo del traffico aereo, o peggio ancora al ??New York Stock Exchange, o a Washington stessa. “Se scoppiasse una guerra cibernetica oggi, gli Stati Uniti perderebbero. Siamo semplicemente un Paese molto dipendente e vulnerabile”, disse il Capo del Servizio di Spionaggio Usa Mike McConnell nel 2010. 

Il segretario alla difesa statunitense Leon Panetta mise l’allerta per un possibile cyber-attack tipo Pearl-Harbour nel 2012: “Potrebbero bloccare la rete elettrica di vaste zone del Paese. Potrebbero far deragliare treni passeggeri o, ancor più pericolosamente, far deragliare treni passeggeri carichi di sostanze chimiche letali o potrebbero contaminare la fornitura di acqua nelle grandi città”. Una battuta esagerata per chiedere più fondi al Congresso? Vedremo. 

Le sanzioni sono vecchie come il mondo, così come le lezioni salutari. Pericle cercò di spaventare la città-stato di Megara nel 432 a.C. bloccando tutti i suoi commerci con i mercati dell’impero ateniese e cominciarono così le guerre del Peloponneso che portarono la fanteria oplita di Sparta ad abbattersi su Atene e distruggere tutto. Il sistema economico della Grecia cadde in rovina e in balia della Persia. Questo fu un assaggio di asimmetria.

(traduzione a cura di Bosque Primario, donchisciotte.org)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.