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SPY FINANZA/ I dati che mettono in pericolo Europa e Italia

Pubblicazione:giovedì 24 aprile 2014

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Per Chris Williamson, capo economista di Markit, l’errore più grande sarebbe proprio non preoccuparsi delle dinamiche dei prezzi: «È questa la grande minaccia, perché a fronte di una ripresa che sembra finalmente prendere piede in maniera chiara, un ulteriore indebolimento potrebbe innescare pressioni deflazionistiche e obbligare la Bce a intervenire in maniera netta e rapida». Certo, un’espansione economica dello 0,5% non è nulla da festeggiare con i botti, ma certamente è già qualcosa, peccato che potrebbe essere vanificato e in fretta se non si spinge per un po’ di inflazione: siano acquisti obbligazionari pro quota oppure tassi negativi sui depositi poco cambia, occorre fare qualcosa ora prima che il minimo di spinta presente svanisca.

L’8 maggio prossimo, quando si riunirà il Consiglio della Bce, sarà finalmente la volta buona? Ne dubito, purtroppo, ma con l’euro che da luglio 2012 si è apprezzato del 14% sul dollaro e con l’inflazione nell’area euro inchiodata a 0,5%, nei fatti 0,3% depurando il dato dagli aumenti dell’Iva e con l’obiettivo della Bce attorno al 2%, non si può sperare di attivare un ciclo economico virtuoso che sostenga in maniera chiara la crescita. È questo il grande inganno e il motivo per cui le ratio debito/Pil dei Paesi continuano a crescere e non la smetteranno: non c’è crescita e la poca che c’è non è supportata adeguatamente, non c’è inflazione e non c’è nemmeno l’ipotesi di un intervento di stimolo su cui i mercati possano contare veramente, fatti salvi i rimbalzi da gatto morto delle Borse quando Mario Draghi dà fiato alle sue mensili minacce.

Attenzione, perché finora la tregua regge sul mercato obbligazionario sovrano ma potrebbe finire prima del previsto se queste dinamiche non dovessero conoscere segnali netti di inversione: il Portogallo che colloca il decennale al 3,57% è solo un’illusione, tanto più che l’avanzo primario lusitano di quest’anno è frutto delle privatizzazioni del 2013, manovre una tantum che vedranno svanire i loro effetti benefici già col prossimo budget. Sbaglierò io, ma o si agisce in fretta o si rischia davvero. 



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COMMENTI
24/04/2014 - Europa (Diego Perna)

Se si investono miliardi in titoli di stato di paesi come Grecia Portogallo Italia, insomma paesi che non si puó dire godano di ottima salute, è evidente che non esiste piú una economia reale ove conviene investire e rischiare. Siamo messi cosí male che nessuno ha il coraggio di ammetterlo, e continuiamo a dare fiducia a chi queste cose non riesce nemmeno a vederle .Buona giornata