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Economia e Finanza

FINANZA/ Così la Germania "lega le mani" a Draghi (e all'Italia)

Il Bundestag (Infophoto)Il Bundestag (Infophoto)

Nell’arsenale della Bce c’è di tutto, compresa l’ipotesi di cercare di legare i maggiori finanziamenti dei vari sistemi bancari alla possibilità di fare credito alle medie imprese. E’ l’operazione attuata nel Regno Unito, la cui banca centrale è però sottoposta a una legislazione diversa rispetto alla Bce, e che consente di trasmettere la politica monetaria in modo migliore, favorendo le Pmi.

 

Quali principi dovrebbero ispirare la Bce?

La bussola della Bce deve essere che tutto ciò che impedisce una trasmissione il più possibile ottimale della politica monetaria è elemento per il quale si può intervenire. La crisi dell’euro nel 2008-2009 ha bloccato il tetto interbancario, facendo sì che la trasmissione della politica monetaria europea non funzionasse più. E’ a quel punto che è intervenuta la Bce, e la stessa cosa potrebbe avvenire per la deflazione. Il discorso però in questo caso è molto più complicato, perché tra i livelli d’intervento ci sono ipotesi diverse.

 

Quali resistenze incontrerà Draghi per realizzare questo intervento?

Esiste una resistenza tedesca di principio, tale per cui fino a quando non riusciremo a convincere la Germania del fatto che ciò non significa poi re-immettere inflazione nel sistema, le mani della Bce continueranno a essere legate.

 

Le elezioni Ue possono essere l’occasione per riuscire a convincere la Germania?

Le elezioni Ue possono essere l’occasione per un ripensamento dell’intera costruzione Ue e in particolare dell’Eurozona. In qualche modo si ripete lo schema delle prime elezioni Ue del 1979, e può essere quindi una sorta di rifondazione dell’Europa. Il rischio è che ci sia un voto di segno euroscettico, dopo le difficoltà degli ultimi anni. Da questo punto di vista le elezioni Ue sono una scommessa difficile, ma ciò dà anche l’opportunità alla Germania di leggere meglio quanto è avvenuto, e che forse non è nel suo interesse tirare la corda fino a spezzarla.

 

(Pietro Vernizzi)

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