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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Ecco come la crescita della Spagna può contagiare l'Italia

Per ANDREA GIURICIN, Rajoy è riuscito a migliorare notevolmente la situazione dell’economia spagnola, con un’inversione di tendenza rispetto alla crisi che è arrivata nel giugno scorso

Mariano Rajoy (Infophoto)Mariano Rajoy (Infophoto)

La ripresa economica della Spagna si rafforza, con il Pil che ha registrato il +0,4% nei primi tre mesi dell’anno. Un tasso di crescita che è stato il più alto in sei anni, dopo lo 0,2% del trimestre precedente. Non sono grandi numeri, anche perché la disoccupazione spagnola è ancora al 25%, ma qualcosa si sta muovendo grazie a un piano di riforme messo in atto già nel 2010-2011. Come sottolinea Andrea Giuricin, fellow dell’Istituto Bruno Leoni e profondo conoscitore della realtà spagnola, «le misure messe in atto da Rajoy sono un modello per l’Italia, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro».

Ritiene che il +0,4% della Spagna sia stato sottolineato dai media con eccessiva enfasi?

No. La Spagna è uscita dalla recessione e sta dimostrando buoni segnali di crescita, sia pure solo dello 0,4%. La disoccupazione è sicuramente troppo elevata, ma al contempo sta diminuendo. Ormai sono sette-otto mesi che l’occupazione torna a crescere, con un incremento dell’offerta di posti di lavoro pari a 115mila unità negli ultimi 12 mesi. Le riforme di Rajoy hanno reso il mercato del lavoro più flessibile, sia in entrata che in uscita, migliorando e rendendo più certa la possibilità di licenziare. Il tallone d’Achille della Spagna rimangono le banche, e anche se è stata creata una “bad bank” a livello statale, le sofferenze rimangono intorno al 12-13%.

La Spagna come ha ottenuto questa inversione di tendenza a livello economico?

Le riforme sono iniziate molto prima che in Italia, già nel 2010-2011. Lo stesso Zapatero, nell’ultima fase del suo mandato, ha deciso di tagliare la spesa per quanto riguarda i dipendenti pubblici. Le riforme di Rajoy hanno migliorato ulteriormente la situazione e dal punto di vista economico l’inversione di tendenza è arrivata nella seconda metà del 2013.

Da circa dieci mesi la Spagna ha iniziato a crescere creando lentamente occupazione. Quali riforme sono state decisive?

Secondo diversi studi economici, per creare occupazione in Spagna era necessaria una crescita di almeno l’1%. In realtà il Pil è cresciuto tra lo 0,1% e lo 0,4%, ma è stato sufficiente a creare posti di lavoro grazie alla riforma di Rajoy. Il governo ha inoltre tagliato i bilanci delle Comunità autonome, il corrispettivo delle nostre regioni.

L’Italia potrebbe imitare alcune delle riforme attuate dalla Spagna?