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SPY FINANZA/ Così Fitch "copre le spalle" a Renzi

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Oltre al rating sul debito a lungo termine Idr a BBB+, all’Italia è stato assegnato un tetto nazionale di AA+ e un rating sul debito a breve termine di F2. Ora tocca a Standard & Poor’s pronunciarsi sul rating sovrano italiano il prossimo 6 giugno (S&P’s ha BBB con outlook negativo), successivamente, il 13 giugno, toccherà a Moody’s. Grasse risate in vista. Ora, però, facciamo un po’ il punto. Quindi, per Fitch il fatto che lo spread sia sceso a livelli record grazie alla garanzia della Bce di comprare qualsiasi cosa prima dell’estate è sufficiente a parlare di fine della recessione. Peccato che la disoccupazione sia al 13%, le sofferenze bancarie a quota 162 miliardi, le detenzioni di debito pubblico delle banche - divenute di colpo sane per Fitch - in grado di farle terremotare se solo lo spread dovesse salire e anche alcuni dati macro parlino una lingua che non è quella dell’ottimismo.

Ad esempio, l’export, ovvero il nostro unico traino economico e una delle voci che Fitch vede come positiva. E lo è per quanto riguarda l’eurozona ma non altrove. L’export italiano verso i paesi extra-europei è infatti calato a marzo sia sul mese precedente con un -1,2% che sull’anno (-3,5%): lo confermano le stime preliminari dell’Istat che registrano una flessione ancora più marcata per l’import, che perde il 3,2% su febbraio e il 5,4% sul 2013: determinante per il dato mensile la forte caduta dell’export di energia (-16,5%), mentre crescono le vendite di beni strumentali (+2,9%). In compenso la bilancia commerciale è in attivo per 2.702 milioni, in lieve aumento rispetto allo scorso anno. La diminuzione annuale delle esportazioni coinvolge tutti i raggruppamenti principali di beni, con la sola eccezione, anche in questo caso, di quelli strumentali (+5,0%), mentre il calo delle importazioni è imputabile al forte calo degli acquisti di energia (-23,3%), al netto dei quali l’import cresce del 5,7%, trainato dai beni strumentali (+12,1%) e dai prodotti intermedi (+6,0%).

Insomma, dovremmo festeggiare per la bilancia commerciale in attivo? Facciamolo, peccato che sia solo per il crollo dell’import italiano. Vogliamo parlare del debito pubblico? L’ultimo dato parla di un 132,7% a fine 2013, ma basta utilizzare il contatore dell’Istituto Bruno Leoni per scoprire che al 24 aprile scorso, due giorni fa, eravamo già al 135,19%, una dinamica che se tutto va bene per fine anno ci porterà almeno al 139%. Ricordate cosa vi ho detto pochi giorni fa rispetto al raggiungimento di quota 150%? Attenzione, quella giunta da Fitch ieri è la conferma di quanto vi dico da tempo: ovvero che nonostante Crozza lo dipinga come un cretinetti, Matteo Renzi non lo è affatto. Ha coperture politiche e finanziarie molto in alto e soprattutto un’agenda - di svendita di quanto resta da vendere - molto chiara e precisa, dalla quale non derogherà. Solo così si ottengono giudizi ridicoli come quelli regalatici ieri da Fitch. E spread a meno di 160 punti base con dati macro come quelli che vi ho elencato.

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