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FINANZA/ 1. I numeri della Germania che possono aiutare l'Italia

Pubblicazione:lunedì 28 aprile 2014

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Per raggiungere questi obiettivi, vincolata (a ragione degli impegni dell’eurozona) in materia di politica di bilancio, la Germania ha attuato una drastica revisione del proprio sistema economico, specialmente di quello del lavoro e della previdenza. Nel 1990 - lo documenta Luxembourg Income Study Database - la classe media tedesca poteva sembrare strapagata rispetto ai vicini: i salari mediani superavano quelli olandesi del 10% e quelli britannici del 30%. È stata attuata, senza dubbio, una politica di compressione, ma non per potenziare l’export: l’obiettivo era la convergenza con i tedeschi dei Länder orientali. L’analisi comparata rivela, inoltre, che il contenimento salariale ha ridotto i consumi di lusso, ma non quelli per la casa, per i servizi pubblici, per la cultura. E tanto meno le politiche dell’occupazione e del lavoro: oggi il tasso di disoccupazione tedesco è pari al 6,7% della forza lavoro, rispetto al 12% dell’eurozona, al 13% dell’Italia, al 26% della Spagna e al 27% della Grecia.

A mio avviso, la Germania ha risolto con saggezza i propri dilemmi. Noi dovremmo utilizzare un equilibrio analogo nell’affrontare i nostri. Tanto più che non lo abbiamo fatto quando nel 1999-2004 la politica tedesca ci ha indirettamente fatti fruire di una stagione di tassi d’interesse relativamente bassi.



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