BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ 2. Le "sviste" dei Giavazzi che aiutano la crisi

Infophoto Infophoto

La prima è sulla definizione di banca: se essa è un ente creditizio, dedito al servizio del credito (insieme alla custodia dei depositi), allora che ci faceva sui mercati finanziari a regalare soldi alla speculazione finanziaria? Questo rende evidente quanto sia di buon senso e necessaria quella norma che fino alla fine degli anni ‘90 vietava alle banche di deposito e risparmio di essere anche banche di investimenti. Con quella norma, una crisi dei mercati finanziari non avrebbe avuto modo di propagarsi così diffusamente nell’economia reale. Ora invece, grazie alle banche che raccolgono risparmio e fanno speculazione finanziaria, il credito è in crisi. Gli azionisti delle banche vogliono profitti e questi si fanno nei mercati finanziari, non nell’economia reale. Il sistema del credito bancario è inceppato, le banche tendono sempre più a fare speculazione e non a fare crediti.

La seconda menzogna è relativa alla funzione di chi genera credito: per quale motivo esso può o deve essere generato? La moneta, e di conseguenza la generazione di moneta, è un bene comune? Chi lo genera si deve occupare (o preoccupare) solo della sostenibilità finanziaria oppure deve tener conto anche di fattori sociali e quindi avere come riferimento il bene comune? E le banche oggi sono attrezzate culturalmente per sostenere il bene comune? Oggi la risposta è chiara: ogni singola istituzione del sistema bancario viene giudicata solo su criteri contabili. Quello che occorre invece è un tipo diverso di capitale, non generato a debito e finalizzato al bene comune.

Ma il duo Alesina-Giavazzi vive sulla luna: “Il governo federale degli Stati Uniti ha prima obbligato gli istituti di credito a ricostituire il capitale... solo dopo si è occupato della finanza pubblica”. Si è occupato della finanza pubblica? Non me ne sono accorto, anche perché il debito Usa continua a battere ogni record precedente, allegramente sostenuto dalla Fed che ogni mese acquista oltre 80 miliardi di dollari in titoli di Stato.

Ma continuiamo: “In Europa invece non è accaduto: per due motivi. Innanzitutto i vecchi azionisti delle banche, ciascuno nel proprio Paese, erano molto potenti: per esempio, le fondazioni bancarie in Spagna e in Italia, i governi dei Lander in Germania. Quando hanno sottoscritto aumenti di capitale lo hanno fatto con il contagocce”. Quindi, lasciano intendere Alesina e Giavazzi, miopi poteri locali incapaci di uno sguardo più ampio e culturalmente contrari alla globalizzazione.

Ma ora c’è il passaggio gustoso: “Nelle scorse settimane la Federal Reserve di Washington ha imposto agli otto maggiori istituti americani un capitale pari ad almeno il 5% del totale dei loro investimenti, senza entrare nel dettaglio di quanto essi fossero rischiosi”. Una vera perla, questo passaggio. La Fed “ha imposto agli otto maggiori istituti americani...”; ma allora, i succitati vecchi azionisti locali non c’entrano niente, visto che pure negli Usa non sono stati toccati. Proseguiamo: “un capitale pari ad almeno il 5% del totale dei loro investimenti...”; vuol dire, visto che la matematica non è un’opinione, che parliamo di investimenti complessivi pari a 20 volte il capitale. Rischiosetto, non vi pare? E questa sarebbe la soluzione di Alesina e Giavazzi? Contenere gli investimenti finanziari solo fino a 20 volte il capitale? E perché no 30 o 50? Cosa cambia? Mah.

E la perla finale di quella frase? “...senza entrare nel dettaglio di quanto essi fossero rischiosi”. Non sia mai. Perdersi in dettagli. Che a nessuno salti in mente una simile eventualità! Anche se poi questi dettagli fanno fallire la banca e svanire i tuoi soldi. E quale sarebbe la soluzione indicata, secondo Alesina e Giavazzi? Ovviamente avere una Bce come la Fed e quindi “per ricapitalizzare le banche è necessario spostare le decisioni lontano dalle capitali europee, e quindi dagli interessi che ne frenano i governi”. Un ragionamento dalle molte grinze, perché non si capisce per quale miracolo uno spostamento delle decisioni (e quindi dell’autorità che prende le decisioni) dovrebbe miracolosamente (o magicamente, dipende dal tipo di religione pagana) creare capitali per le banche.


COMMENTI
28/04/2014 - NO non si può! (Carlo Cerofolini)

Quelli che sono al riparo dalle tempeste che colpiscono i normali cittadini (le varie caste) possono benissimo permettersi sia di sbagliare sia di augurarci di avere presto lo stile di vita proprio degli immigrati clandestini, tanto che gliene cale? Ma si può?