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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Le "sviste" dei Giavazzi che aiutano la crisi

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“Finalmente si sta riparando a uno dei guasti iniziali, anche se con notevole ritardo. Un’unione monetaria è fragile senza un’unione bancaria, cosi come un mercato unico è impossibile senza un controllo europeo sulla concorrenza, una funzione che l’Europa assolve bene”. Con notevole ritardo? Ma l’esempio usato è quello degli Stati Uniti, dove “...nelle scorse settimane la Federal Reserve di Washington ha imposto...” qualcosa di irrilevante. Solo “nelle scorse settimane”, questo sarebbe il “notevole ritardo” europeo?

Notevole ritardo su cosa poi? Una unione bancaria che non fa altro che decidere centralmente di far pagare ai correntisti, inoltre accentrando i controlli bancari sui 130 maggiori istituti bancari europei. La cosa ha già scandalizzato gli addetti ai lavori, perché tutti sanno che le piccole banche tedesche, ovviamente escluse da questi controlli centralizzati, erano tra le più esposte, allo scoppio della crisi, con titoli tossici, tanto da essere le prime in Europa a subire l’onta di salvataggi pubblici. E la continua mancanza di controllo su questi istituti (con crediti garantiti dallo Stato, in violazione delle norme europee) non può far dormire sonni tranquilli a nessuno, iniziando da Draghi.

Per assonanza ideologica, non posso non citare le parole ascoltate da un video della Presidente della Camera Boldrini. Sia perché, con tutto il rispetto istituzionale, mi sembrano politicamente e socialmente deliranti, sia perché danno un’idea chiara di quello che potrebbe essere il nostro futuro, almeno nella testa di alcuni personaggi. La Boldrini parla del nostro dovere di accoglienza degli emigranti e dei valori da essi portati: “...un’accoglienza che sappia misurarsi con la sfida della globalizzazione, quella sfida che porta con sé, come ovvio, anche maggiori opportunità di circolazione delle persone...”. E chissà cosa ne pensano gli emigranti di questa bella opportunità di circolazione offerta loro dalla globalizzazione “.. perché nell’era globale... si muovono le persone, e non solo per turismo...” (dovete vedere il sorriso che nasce mentre declara queste parole) “e i migranti oggi sono l’elemento umano, l’avanguardia di questa globalizzazione e ci offrono uno stile di vita che presto sarà uno stile di vita molto diffuso per tutti noi...”. Forse aveva paura che qualcuno non avesse compreso chiaramente il suo pensiero, quindi lo ripete “... loro sono l’avanguardia di quello stile di vita che presto sarà uno stile di vita per moltissimi di noi”.

Lo sanno benissimo, sanno cosa stanno facendo e hanno ben chiari gli obiettivi. Timore? No, non dobbiamo averne. Loro si sbagliano spesso. Anzi, sempre più spesso. Dobbiamo avere solo una certa fede, da cui nasce una ragionevole fiducia e una lieta speranza. Se ai tempi oscuri abbiamo superato l’epoca dei barbari, questa svolta sarà un bicchiere d’acqua. Però bisogna essere benedettini.

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COMMENTI
28/04/2014 - NO non si può! (Carlo Cerofolini)

Quelli che sono al riparo dalle tempeste che colpiscono i normali cittadini (le varie caste) possono benissimo permettersi sia di sbagliare sia di augurarci di avere presto lo stile di vita proprio degli immigrati clandestini, tanto che gliene cale? Ma si può?