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TASSE/ Tre consigli a Renzi per restituire i soldi alle famiglie

Pubblicazione:lunedì 28 aprile 2014

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È chiaro: una rondine non fa primavera, e il positivo - anche se circoscritto - segnale lanciato dal decreto legge definitivo sugli 80 euro non consente soverchie illusioni. Il sostegno e la promozione della famiglia nel nostro Paese sono rimasti per troppo tempo lettera morta: molte parole, molte vuote dichiarazioni di principio, ma ben poco è stato fatto, negli ultimi decenni. Così, viviamo in un Paese in cui di famiglia si parla molto - spesso a sproposito, come quando si parla dei cosiddetti “diritti civili” - ma in cui rimane ben poco per l’istituzione famiglia - quella dell’art. 29 della Costituzione, per intenderci.

Restiamo il Paese che nel mondo ha il più basso tasso di natalità; da noi la nascita di un figlio genera spesso una “povertà familiare”, dove la famiglia non è colei che genera la povertà, ma la vittima di un sistema iniquo. Intanto i servizi di cura diminuiscono, e si blatera tanto di servizi domiciliari e non residenziali, per bambini, anziani, disabili, ma si fa ben poco per sostenere le famiglie che garantiscono cura e assistenza quotidiana a milioni di persone fragili. È il Paese in cui la riforma del lavoro rischia di crollare sul numero di proroghe dei contratti a tempo determinato, ma niente si fa per aiutare la conciliazione dei tempi tra famiglie e lavoro. Se poi pensiamo alle condizioni per costruire un progetto di vita che vengono offerte ai giovani, quelli che dovrebbero fare famiglia, la delusione e il cinismo diventano ancora più gravi. Che speranza ha un Paese che non investe sulle nuove generazioni, sui bambini, sui giovani?

Come restituire alle famiglie, allora, reddito disponibile? Poche indicazioni, che intendiamo presentare al Governo in modo organico nei prossimi giorni:

1) Ricordiamo che il costo minimo di mantenimento, per i beni essenziali, per ogni figlio, a prescindere dal reddito minimo familiare  (di “sopravvivenza dignitosa”, potremmo dire) è stato stimato in circa 300 euro mensili (Rapporto Cisf 2009). Si pretende quindi una misura che abbatta il reddito familiare con 3.600 euro annui per ogni figlio, per recuperare un minimo di equità fiscale. Il costo medio di allevamento (la spesa media per figlio, quindi), è pari a 800 euro mensili. Ben lontano dagli 80 euro di bonus!

2) Ricordiamo inoltre che le famiglie monoreddito sono pesantemente penalizzate dall’attuale sistema, e lo si è visto con chiarezza anche con gli 80 euro (e questo difetto purtroppo rimane!): due redditi di 15.000 euro nello stesso nucleo possono ricevere fino a 160 euro mensili di beneficio (un bonus a testa), un reddito di 30.000 euro resta integralmente escluso. E se su questi 30.000 euro di monoreddito ci vivono anche due figli a carico, restano a secco anche loro!


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COMMENTI
28/04/2014 - La verità sugli 80 euro mancia (Carlo Cerofolini)

Gli 80 euro "variabili", sono in definitiva una mancia elettorale (clientelare?) discriminante perché - oltre a dare meno a chi prende meno fra i lavoratori dipendenti con reddito da 8 mila a 24 mila euro annui, i soli che ne hanno diritto (sic) – tiene fuori: incapienti (chi prende fino a 8 mila euro annui, pari a 10 milioni di persone circa), lavoratori autonomi, disoccupati e cassintegrati, è bene quindi evidenziare che viene data solo a circa 10 milioni di lavoratori su una platea di 40 milioni di lavoratori contribuenti Irpef. Inoltre, dopo le elezioni europee, quasi sicuramente, avremo più tasse per tutti, per reperire le risorse per detta mancia che, per di più, non servirà quasi a niente, neppure per rimettere minimamente in moto l’economia. Ma si può?

 
28/04/2014 - famiglia monoreddito (Michele Tamburri)

La CONDIZIONE di "FAMIGLIA MONOREDDITO" con carichi familiari è un ASPETTO del tutto e colpevolmente DIMENTICATO in AMBITO FISCALE. CREA infatti una ENORME DISPARITA' di TRATTAMENTO con conseguente rilevante INIQUITA'. STRANAMENTE - salvo rari accenni - il SUDDETTO ASPETTO NON RIENTRA e quindi appare TOTALMENTE TRASCURATO nei PROGRAMMI di PARTITI, MOVIMENTI e GOVERNI. SAREBBE finalmente ORA che NE SCATURISSE invece un IMPEGNO FONDAMENTALE a RIPRISTINO di una EVIDENTE situazione di EQUITA', da lungo tempo DIMENTICATA. Del resto sarebbe MISURA di SICURO APPREZZAMENTO, CONSENSO e BUON SENSO. La SPERANZA è che QUALCUNO se ne faccia finalmente PROMOTORE. Michele Tamburri