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TASSE/ Tre consigli a Renzi per restituire i soldi alle famiglie

Pubblicazione:lunedì 28 aprile 2014

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Dobbiamo ammetterlo: siamo stati piacevolmente sorpresi dalla versione finale del decreto legge sul bonus Irpef da 80 euro, finalmente pubblicato giovedì sera sulla Gazzetta ufficiale. Quindi definitivo. Sono state infatti recepite le obiezioni che il Forum delle famiglie (e altri - pochi, per la verità) avevano più volte sottoposto nel dibattito pubblico, sul fatto che molte famiglie con carichi familiari sarebbero state escluse dal beneficio. Oggi invece risulta, dal testo definitivo, che il bonus non è misura fiscale, ma “credito a sé stante”, svincolato quindi dalle altre possibili detrazioni: e quindi il beneficio sarà accessibile a una platea più ampia, senza “iniquità burocratiche”.

Bene, molto bene! Una modifica sul filo di lana, si potrebbe dire, con un doppio giudizio positivo: non è mai troppo tardi, per migliorare una misura, e soprattutto un’innovativa dimostrazione di ascolto, da parte del Governo, del Paese reale. Certo, non è positivamente orientato alla famiglia (per farlo avrebbe dovuto dare uno sconto maggiore a chi ha carichi familiari più alti): ma almeno non esclude proprio le famiglie con più carichi familiari, come sembrava fino a qualche giorno fa. Non era affatto scontato.

Quindi non ci accodiamo, oggi, ai “benaltristi”, a chi dice che 80 euro sono poca cosa, o a chi sostiene che “ben altre sono le priorità”: siamo consapevoli che non è una misura perfetta, che molte famiglie restano fuori da questa azione (il popolo delle partite Iva, le oltre 400.000 famiglie con figli che vivono senza reddito da lavoro dipendente, gli “incapienti puri”, sotto gli 8.000 euro di reddito annuo…). Però cogliamo una novità essenziale: una misura partita da un approccio esclusivamente “lavoristico”, dal giusto obiettivo di ridurre il costo del lavoro e il cuneo fiscale, è diventata un po’ più “family friendly”: più soldi in busta paga, ma almeno senza penalizzare le famiglie.

Le recenti parole di Renzi, e quelle del Sottosegretario Delrio, sull’equità fiscale, sul sostegno alle famiglie, anche rispetto alle prossime discussioni sulla delega fiscale, entro l’estate, sembrano poi aprire un ulteriore spiraglio, una possibilità questa volta più consistente: infatti sembra di capire che “d’accordo, avete ragione, questa diminuzione del cuneo fiscale potevamo farla meglio, abbiamo provato a farla un po’ più a misura di famiglia: quindi ci impegniamo a farlo meglio nei prossimi mesi”. Del resto è pur vero che questa operazione, a regime, ogni anno “restituisce” 10 miliardi di euro di minori tasse a circa 10 milioni di cittadini con reddito medio-basso. Usiamo intenzionalmente la parola “restituisce”, che lo stesso Renzi spesso sottolinea, quando parla di questa misura. Ma ricordiamo che alle famiglie italiane occorre restituire ben altro, dopo anni e anni di resistenza, e di dimenticanza della politica.


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COMMENTI
28/04/2014 - La verità sugli 80 euro mancia (Carlo Cerofolini)

Gli 80 euro "variabili", sono in definitiva una mancia elettorale (clientelare?) discriminante perché - oltre a dare meno a chi prende meno fra i lavoratori dipendenti con reddito da 8 mila a 24 mila euro annui, i soli che ne hanno diritto (sic) – tiene fuori: incapienti (chi prende fino a 8 mila euro annui, pari a 10 milioni di persone circa), lavoratori autonomi, disoccupati e cassintegrati, è bene quindi evidenziare che viene data solo a circa 10 milioni di lavoratori su una platea di 40 milioni di lavoratori contribuenti Irpef. Inoltre, dopo le elezioni europee, quasi sicuramente, avremo più tasse per tutti, per reperire le risorse per detta mancia che, per di più, non servirà quasi a niente, neppure per rimettere minimamente in moto l’economia. Ma si può?

 
28/04/2014 - famiglia monoreddito (Michele Tamburri)

La CONDIZIONE di "FAMIGLIA MONOREDDITO" con carichi familiari è un ASPETTO del tutto e colpevolmente DIMENTICATO in AMBITO FISCALE. CREA infatti una ENORME DISPARITA' di TRATTAMENTO con conseguente rilevante INIQUITA'. STRANAMENTE - salvo rari accenni - il SUDDETTO ASPETTO NON RIENTRA e quindi appare TOTALMENTE TRASCURATO nei PROGRAMMI di PARTITI, MOVIMENTI e GOVERNI. SAREBBE finalmente ORA che NE SCATURISSE invece un IMPEGNO FONDAMENTALE a RIPRISTINO di una EVIDENTE situazione di EQUITA', da lungo tempo DIMENTICATA. Del resto sarebbe MISURA di SICURO APPREZZAMENTO, CONSENSO e BUON SENSO. La SPERANZA è che QUALCUNO se ne faccia finalmente PROMOTORE. Michele Tamburri