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RIFORMA PA/ Il "trucco" di Renzi e Madia per aumentare la spesa pubblica

Pubblicazione:martedì 29 aprile 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La riforma della Pubblica amministrazione elaborata dal ministro Mariana Madia è pronta per essere discussa dal consiglio dei ministri. A quanto pare sarà messa a punto nel corso della settimana sottoforma di un decreto-legge o di un decreto. La principale novità sarà la staffetta generazionale, attraverso “un processo di riduzione non traumatica dei dirigenti e, più in generale, dei dipendenti vicini alla pensione, per favorire l’ingresso dei giovani”. Gli altri punti fondanti saranno la garanzia dell’assunzione per tutti coloro che hanno vinto il concorso pubblico, la mobilità interna, la riforma del sistema di reclutamento dei dirigenti pubblici e l’introduzione del principio del merito. Ne abbiamo parlato con il professor Francesco Forte, ex ministro delle Finanze.

 

Che cosa ne pensa della riforma del governo Renzi nel suo complesso?

Da parte di Renzi vedo solo messaggi senza alcuna concretezza. L’aspetto più negativo e pericoloso è la staffetta generazionale, che è solo un nuovo “trucco” per aumentare la spesa pubblica. In questo modo si fanno nuove assunzioni e prepensionamenti, o comunque non si alza l’età pensionabile dei dipendenti. Conosciamo questo modo di usare le pensioni per rinviare i problemi del mondo del lavoro perché fu estensivamente adottato in Italia negli anni ‘80 ai tempi dell’alleanza tra Dc e Pci.

 

A parte questo aspetto, ritiene che si tratti di una riforma innovativa?

Non particolarmente. I contratti a termine, per esempio, c’erano già, salvo che in precedenza erano di breve durata e adesso saranno estesi. Il pagamento di una parte della retribuzione in base al merito è invece molto importante.

 

Quali sono le principali difficoltà nell’introdurre un principio di merito nella Pubblica amministrazione?

La difficoltà sta nell’introdurre effettivi meccanismi di misurazione, perché misurare i risultati degli uffici comporta il fatto di disporre di parametri per controllare la quantità di ore di presenza e il lavoro svolto dai singoli. Per poter assegnare i premi occorre effettuare un controllo che rischia di trasformarsi in una forma di interferenza. Mentre nell’industria è sufficiente valutare la produttività, nella Pubblica amministrazione è necessario analizzare come lavorano i singoli, misurando lo smaltimento delle pratiche da parte di ciascun dipendente.

 

A qualche anno della riforma Brunetta, perché è necessaria una nuova riforma della Pubblica amministrazione?


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COMMENTI
29/04/2014 - commento (francesco taddei)

l'ex ministro forte ha delle idee (che condivido) che non sono affatto moderate, ma radicali. E l'ostacolo è lo strapotere dei sindacati, che vogliono comandare all'interno dello stato. si tratta proprio di questo: il potere di comando! ce l'ha lo stato o il sindacato? io credo sia un diritto dello stato. è la differenza tra considerare lo stato responsabile verso tutti o solo verso una parte (sindacati). in altri paesi oltre ai premi vengono date anche sanzioni per chi sbaglia. si chiama meritocrazia, antropologicamente opposta al sindacalismo. (italiano)