BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA E POLITICA/ Italia, arriva il “conto” per gli errori dell’Ue

Infophoto Infophoto

Chiaramente, come vedremo, nulla avviene gratis. D’altra parte, la proposta del tedesco German Council of Economic Experts si ispirava al Sinking Fund (letteralmente il “fondo che affonda”) degli Stati Uniti d’America che Alexander Hamilton lanciò nel 1790 per “ripulire” i pesanti debiti della guerra di secessione. Come allora nella nascente Unione americana se ne avvantaggiò lo Stato della Virginia, oggi nella nascente Unione economica e monetaria europea se ne avvantaggerebbe in larga misura la Germania, ma anche la Francia. Come ha ben scritto Mauro Bottarelli su queste pagine, il meccanismo è già noto: non si tratta di mutualizzazione del debito (giammai, Deutschland dixit!), ma di un meccanismo intergovernativo per la “distruzione” del debito di quei paesi che danno a garanzia asset corrispondenti. Ci sentiremo nuovamente avanzare la richiesta di dare “l’oro alla patria”?

Gli Eurobills sono dei titoli di debito comuni, emessi dalla Bce, a breve termine (maturità a un anno) che servirebbero a finanziare il costo operativo della “lavatrice” (Erf). Sia chiaro che non si tratta di Eurobonds, ma solo di titoli a fronte del collaterale messo a disposizione “volontariamente” dagli stati che “obbligatoriamente” devono partecipare all’Erf.

Tuttavia, sebbene il magnifico Parlamento europeo abbia visto l’alacre collaborazione di deputati socialisti (Pse) e liberali (Alde) per approvare con varie risoluzioni il famigerato “Two Pact”, cioè Erf ed Eurobills, per fortuna gli esperti nominati dalla Commissione, presieduti dall’austriaca Gertrude Tumpel-Gugerell, hanno sollevato seri dubbi sulla democraticità e sulla legalità di questi due strumenti. Il rapporto si conclude senza alcuna raccomandazione, e questa è la migliore maniera per ammazzare sul nascere l’ennesima stupidità delle figure di Magritte che guidano e rappresentano 500 milioni di europei.

© Riproduzione Riservata.