BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ I numeri da bolla dei mercati

Pubblicazione:sabato 5 aprile 2014

Infophoto Infophoto

Inoltre, anche quattro metri di misura chiave hanno mostrato una correlazione sorprendente con i livelli registrati nel periodo pre-crisi: l’euro si è rafforzato passando a 1,21 a 1,37 sul dollaro, il Dax ha macinato un +46% e la differenza tra i tassi deposito a un anno di euro e dollari si è ristretta. Non a caso, mercoledì l’indice benchmark mondiale, Ftse All-World, è salito dello 0,12%, toccando il livello più alto proprio dal dicembre 2007.

E per un analista tecnico come Andrew Goldberg di JP Morgan Asset Management «il ciclo sta per andare ben oltre il suo fair value e ci sono un numero di ragioni per questo, tra cui il denaro a basso prezzo e la quasi assenza di competizione con il settore del reddito fisso, che offre rendimenti meno interessanti». E poi, la bomba: «Questo mercato ha ancora molta strada davanti, potrebbe durare per due o tre anni ancora». E se è vero che le opzioni valutarie a breve non mostrano segni di stress, quelle più a lungo termine restano sotto pressione, basti pensare che quella sulla volatilità implicita a un anno è al 7,3%. Dinamiche molto simili anche sul cross euro/sterlina e, inoltre, come già detto, molti investitori stanno scaricando lo yen per lanciarsi sulla speculazione proprio legata a un nuovo apprezzamento della moneta unica.

Insomma, magari questa dinamica non rifletterà gli stessi fondamentali, magari non è una bolla, ma certamente l’attività dei prezzi è la stessa registrata sui mercati nel 2007: e la ripetizione della quasi inazione della Bce per contrastare l’apprezzamento dell’euro del 2008 è un rischio che non si può più correre, stante la deflazione ormai conclamata in alcuni paesi dell’Ue. Eppure, nonostante tutto questo, i mercati corrono. Alcuni più di altri. Guardate il primo grafico a fondo pagina: ci mostra quali sono stati gli assets più performanti a livello globale in tutte le varie categorie - equity, bond, commodities, indici - nei primo trimestre di quest’anno. Avete visto bene, al quinto e decimo posto c’è il nostro Paese, rispettivamente con l’indice Ftse Mib e con i Btp. Al terzo posto c’è la Borsa di Atene, al quarto General Portugal, mentre all’ottavo e al nono posto ci sono rispettivamente i bond spagnoli e l’indice Ibex 35 di Madrid.

Bene, ora guardate gli altri due grafici: ci mostrano il tasso di disoccupazione generale e quello giovanile in Europa nel mese di febbraio, dati resi noti due giorni fa. In Italia siamo al 13%, record dal 1977, mentre il tasso dei senza lavoro tra i giovani è al 42,3%, peggio di noi solo Cipro e la Grecia. Lo stesso Paese che però può vantare la propria Borsa come il terzo asset più profittevole del primo trimestre 2014 a livello globale e ha lo spread sotto quota 160. Guardate ancora il grafico della disoccupazione: stanno meglio di noi Portogallo e Spagna? No, anzi. Eppure anche loro sono nella top ten degli assets che più stanno guadagnando e facendo guadagnare. E non saremmo nel pieno di una bolla? Vi pare un mercato normale, con prezzatura e fair value normale questo? Vi pare un concetto di economia sana, un sistema in equilibrio? Stiamo costruendoci da soli la forca su cui verremo impiccati.

 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.