BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Il "trucco" di Renzi per superare aprile

Domani dovrebbe essere presentato il Def 2014. GIUSEPPE PENNISI ci spiega che sarà un documento prettamente mediatico: i veri provvedimenti arriveranno più tardi

InfophotoInfophoto

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha metabolizzato l’importanza dei media meglio di tutti i suoi predecessori - e dello stesso Silvio Berlusconi, il quale pur tuttavia, con le televisioni e l’editoria ha creato una delle maggiori industrie europee del settore. Solo così si spiega il fatto che da quando è a Palazzo Chigi appare in televisione in media quattro ore al giorno (tra interviste, interventi, dibattiti e servizi di cronaca in cui è, volente più che nolente, il protagonista). Le inchieste demoscopiche sulla popolarità hanno sinora mostrato che ciò rende (nonostante qualche sbavatura e passo falso - come analizzato su queste pagine). Renzi è in testa agli indici di popolarità e trascina con sé, nelle intenzioni di voto, il Partito democratico che, altrimenti, rischierebbe una forte caduta di consensi a ragione della sua litigiosità interna.

È in questa chiave che andrà letto il Documento di economia e finanza (Def) che verrà presentato domani e su cui Renzi si è già assicurato un forte supporto del Cnel, che pur ritiene tanto inutile da proporre di sopprimere l’art. 99 della Costituzione (la base di legittimità del Consiglio). Infatti, il Def dell’8 aprile sarà un documento destinato principalmente all’opinione pubblica e alle autorità europee, che lo attendono in base a un calendario più ferreo del “cronoprogramma” di governo.

È questa un’affermazione ingenerosa nei confronti di tutti coloro che hanno passato il fine settimana a mettere a punto il testo e che anche ora si sta arrovellando nel limare lessico e cifre? Tutt’altro, è molto più arduo (specialmente per gli uffici tecnici) mettere a punto un Def per i media che un Def che esprima indirizzo di Governo in materie cruciali e proponga decisioni puntuali. Infatti, sappiamo già che gli indirizzi di Governo essenziali verranno espressi non col Def dell’8 aprile, ma con un decreto legge che verrà approvato dal Consiglio dei ministri il 15 o il 16 aprile e il cui testo definitivo giungerà in Parlamento unicamente dopo le (brevi) ferie associate alla Santa Pasqua, quando sarà definito il destino di Silvio Berlusconi (che è, al tempo stesso, il capo dell’opposizione parlamentare e il co-firmatario della “larga”, ma traballante, intesa sulla riforme) e, soprattutto, saranno messe a punto le candidature per le liste europee (che anche in seno al Pd stanno creando tante fibrillazioni, aumentando le già profonde divisione interne).

Chi è uso a esaminare i documenti di governo con indipendenza di giudizio e dando il giusto peso ai loro contenuti tecnici non potrà esprimere un’opinione ponderata prima del 22-23 aprile (ove non dopo il “ponte” del 25 aprile), in quanto a materie come le “coperture” per le nuove spese (ad esempio, i tanto decantati 80 euro al mese nelle tasche dei lavoratori a basso reddito).