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SPY FINANZA/ I "tonfi" asiatici che spaventano l'Europa

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Guardate cosa successe all’indice Nikkei dopo l’aumento della tassa nel 1997, come ci mostra plasticamente il primo grafico a fondo pagina: un bagno di sangue. Insomma, se voi da questa situazione non vedete una replica 2.0 della bolla del 2007, invidio da morire il vostro ottimismo. Ma attenzione, se stavolta le banche centrali non apriranno ancora il paracadute, allora lo schianto per qualcuno potrebbe essere davvero mortale. Ve lo dimostra l’ultimo grafico: è la cosiddetta “death cross”, ovvero la comparazione tra le prospettive di crescita del Pil mondiale e il prezzo delle equity. Come vedete, le prospettive di crescita globale continuano a scendere, mentre i prezzi a salire: se arrivasse davvero una correzione del 15-20% in Borsa che facesse schiantare anche il secondo indicatore, cosa avremmo?

Esatto, la lenta - e magari nemmeno troppo, come ci ha insegnato il 2008 - agonia di una linea di caduta fino all’appiattimento. Ovvio, questo è il cosiddetto “worst case scenario” o “tail risk,” ma stante i dati macro globali vi pare il caso di scherzarci su o, peggio, di rimandare le decisioni alle calende greche?

 

 

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