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RIFORMA PA/ Tanta teoria e poca novità nel piano-Renzi

Matteo Renzi Matteo Renzi

Non tutti i punti individuati ieri dal premier sono delle novità. Tante volte si è parlato del ruolo unico dei dirigenti e della necessità di accrescere la loro mobilità. Ricordiamoci gli sforzi compiuti sotto gli ex ministri Bassanini e Brunetta, e il discorso sui fannulloni che ha diviso l’intero Paese. Spesso i dirigenti hanno rivelato di essere inadeguati, o comunque non responsabilizzati a sufficienza. Quelle che vengono dal governo sono indicazioni condivisibili, il problema non è però la loro formulazione teorica, bensì il modo di realizzare queste cose.

 

Il sindacato come reagirà?

Su alcuni punti bisognerà mettere in conto una contrarietà del sindacato che non sarà facile aggirare. Renzi ha già dimostrato di volere se non rottamare, quantomeno contenere al massimo ogni forma di concertazione con i sindacati e le imprese. Se il presidente del consiglio vorrà effettivamente mandare in porto tutto ciò che ha detto, dovrà però vincere le resistenze delle organizzazioni dei lavoratori. Da questo punto di vista bisognerà vedere se riuscirà a superarle o se dovrà raggiungere dei compromessi come capita spesso in politica, e se questi saranno dei compromessi al rialzo o al ribasso.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
01/05/2014 - Il buono non è nuovo e il nuovo non è buono (Carlo Cerofolini)

Indubbiamente quello che annuncia (annuncia) a 360° e a raffica Renzi, assomiglia molto ad un vasto programma e comunque in quello che dice di volere fare e fa – tipo 80 euro – c’è del buono e del nuovo, solo che il buono non è nuovo e il nuovo non è buono. Peccato!