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IL CASO/ Gotti Tedeschi: così l'euro "sfida" l'intelligenza e Dio

Pubblicazione:domenica 11 maggio 2014

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Le scienze, quando si svilupparono nel rinascimento, furono naturaliste e panteiste (Leonardo da Vinci). Bacone sostituì la fede con l'utilitarismo scientifico e la matematica sostituì la logica scolastica. Già allora si cominciò a affermare che l'uomo poteva dominare la natura, se non ci fosse stata di mezzo la religione; e si cominciò a ignorare e dileggiare la metafisica. Questo, tra parentesi, spiega la fine dei gesuiti-educatori (nel 1775). Napoleone invece, conscio dell'importanza della religione nell'educazione, la volle, ma come religione di stato, senza la Chiesa di mezzo. L'illuminismo post napoleonico continuò a contrastare la cultura cattolica, anche se la cultura popolare fu lasciata alla Chiesa (Voltaire disse che non era loro compito istruire cameriere e ciabattini). Ciò fino agli anni 1870 quando, in Europa, si promulgarono le leggi sull'istruzione obbligatoria, controllata dallo stato.

 

E siamo ai giorni nostri.

Il proceso di globalizzazione impose progressivamente criteri di universalità ed uniformità che pretendevano una istruzione universale. Da qui lo scontro con la Chiesa, unica vera istituzione universale il cui modello di insegnamento si fonda però sulla verità. Ma il nuovo ideale educativo accettato universalmente si fonda sulla libertà. Educare a qualcosa che prescinde dalla la verità genera assolutismo ed autoritarismo con conseguenze antisociali. Così la Chiesa non può più insegnare le verità ed è costretta a relativizzarla o limitarla ai luoghi concessi. 

 

Quali sono le conseguenze di questo ridimensionamento?

L'insegnamento della cultura umanista fusa con la religione cristiana ha prodotto la civiltà occidentale che rese compatibile la santificazione personale con la vita quotidiana nel mondo. Questo insegnamento si fondava su un principio educativo fondamentale: apprendere il "sapere  perché". Ciò rese possibile accettare il creazionismo ed il senso stesso della vita e delle azioni. Progressivamente questo modello educativo si trasformò in: apprendere il "sapere come", il come fare le cose. Ciò ha provocato una forma di anarchia intellettuale, proprio in un momento storico dove l'esigenza di sapere sta crescendo esponenzialmente in un mondo globale in continuo mutamento e novità, che vuole conoscenze diverse e sempre più avanzate. La conseguenza, in sintesi, è stata dare autonomia morale agli strumenti e privare l'uomo della capacità di decidere dando senso alla decisione stessa.  

 

Quali riflessioni si sente di fare su queste conseguenze?

L'istruzione e la cultura cattolica è stata messa da parte non tanto perché obsoleta nei modelli, oppure perche dogmatica e inapplicabile, bensì perché è l'unica che può cambiare il mondo. Cancellare la cultura cattolica produrrà la perdita dei valori comportamentali essenziali per la società, dall'economia alle scienze, alla politica. La cultura cattolica non coincide con la fede cattolica, ma la fede penetra la civiltà grazie alla cultura. E la cultura è viva, vera e competitiva, se è vissuta, se c'è fede. 


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