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IL CASO/ Gotti Tedeschi: così l'euro "sfida" l'intelligenza e Dio

Pubblicazione:domenica 11 maggio 2014

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Certo la cultura cattolica è orientata al senso e al fine della vita, quando invece la cultura laica è orientata alla soddisfazione materiale, egocentrica ed egoistica. Cambiare la visione laica produrrebbe effetti nell'ambito del sociale (famiglia, lavoro, stato, città, consumi…)  oltre che nell'individuale. La cultura cristiana propone una visione del mondo opposta a quella agnostica, soprattutto da un punto di vista antropologico. Ma cancellarla sarà il più grande errore compiuto da quel mondo che sogna un uomo autonomo in tutto. Imporre una cultura unica (e anticreazionista) sarà un errore anche perché imporrà limiti di pensiero, privando l'uomo della facoltà di scegliere la sua visione del mondo. 

 

Cosa pensare e cosa fare di fronte a questo stato di cose?

La cultura dominante moderna è solo un prodotto offerto all'uomo conforme, immaturo, ignorante, deresposabilizzato e tecnologico. E la cultura cattolica non sembra saper offrire prodotti tanto desiderabili a quest'uomo. Ora la speranza di riaffermare con facilità l'educazione cattolica mi pare illusorio: la secolarizzazione della società, sintesi tra ragione e scienza, ha convinto l'uomo a pensare di poter e saper creare un ordine morale suo che persino perfeziona la Creazione. La libertà, che ha totale autonomia morale, ormai viene prima della verità. Sembra molto difficile saper ricreare una alleanza tra religione-cultura e civiltà. Cercare di spiegare i vantaggi dello spirito è possibile, ma vuole sforzi ed  investimenti educativi prima, in contrasto con i "fiscal compact" impostici. Ho l'impressione che, paradossalmente, la cultura stia tornando a diventare un privilegio di pochi, come nell'antichità… Ma se così fosse i problemi economici del paese, dell'Europa e del mondo non li risolveremo mai. Così l'economia è destinata a mantenere l'autonomia morale che ha assunto progressivamente e a non avere un senso per l'uomo. I richiami dell'autorità morale conseguentemente dovrebbero esser riferiti più sull'educazione dell'uomo che su proposte di economia. Come Benedetto XVI aveva perfettamente inteso e proposto in Caritas in Veritate.  

 



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