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SPILLO/ Ecco il taglio che "lascia a secco" gli euroscettici

Pubblicazione:domenica 11 maggio 2014

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Sì, anche se questi margini di per sé non sono sufficienti a innescare la ripresa economica. Il punto è che il trattato UE impone sostanzialmente un bilancio di pareggio, ma di tipo strutturale. Se si riconosce che l’economia di un determinato Paese sta girando al di sotto delle sue potenzialità, si concede un certo spazio per fare disavanzo. Questo spazio dipende da come calcoliamo quanto l’economia in oggetto sta funzionando al di sotto delle sue potenzialità. Se per esempio si stabilisse che l’Italia sta lavorando di molto al di sotto delle sue potenzialità, lo spazio per creare disavanzo sarebbe un po’ più grande, anche se ciò non basterebbe per risolvere il problema.

 

Quindi che cosa devono fare le istituzioni europee?

Per fornire carburante all’economia europea occorre che la tassazione complessiva dell’Eurozona sia mantenuta al di sotto della sua spesa pubblica creando un disavanzo europeo. Gli Stati Uniti hanno fatto il 10% di deficit/pil per uscire a fatica dalla crisi. E appena hanno provato a correggere il disavanzo hanno rallentato. In Europa, sarebbe sufficiente che il Consiglio UE si riunisse, riconoscendo la gravità della situazione dell’Eurozona e i problemi da cui origina: mancano carburante, domanda aggregata, reddito e denaro in circolazione. Per ridare carburante il Consiglio Ue decide che dalla mattina successiva l’Iva di tutti e 18 i Paesi membri è dimezzata. In Italia, ad esempio, l’aliquota del 22 passa all’11%.

 

In questo modo però si crea un buco nel bilancio dei singoli Paesi. Ciò non è contrario allo stesso Fiscal Compact?

Il mancato gettito potrebbe essere raccolto con l’emissione di un Eurobond garantito dalla Bce e suddiviso in parti proporzionali tra i diversi Paesi. La Germania non dovrà dare soldi all’Italia, ma tanto l’una quanto l’altra riceveranno soldi grazie all’Eurobond. Poiché inoltre si tratta di una decisione europea, il disavanzo che si creerà sarà tenuto fuori dal Fiscal Compact. Con questa soluzione già dal giorno successivo l’occupazione incomincerà a crescere.

 

(Pietro Vernizzi)



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