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Economia e Finanza

PRIVATIZZAZIONI/ L'errore nascosto nei piani di Renzi

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Le privatizzazioni vanno fatte non per ridurre il debito pubblico, ma per altre ragioni. Il debito pubblico ha delle dimensioni così elevate che i proventi delle privatizzazioni comunque non basterebbero. Il vero obiettivo delle privatizzazioni deve essere quello di mettere in moto un meccanismo virtuoso.

 

La vendita di una quota dell'Eni sarebbe così?

Il vantaggio economico è tutto da dimostrare perché al ricavato dalla vendita vanno sottratti i dividendi, che sono elevati e non finirebbero più nelle casse dello Stato. A conti fatti quindi non credo che la vendita rappresenti un affare, anche perché l’Eni è una delle società che distribuisce i dividendi più elevati.

 

 

E quindi?

Nel momento in cui si realizzano le privatizzazioni, va fatto un ragionamento di carattere complessivo. Il valore del titolo Eni, come di qualsiasi altra società quotata in Borsa, incorpora anche la capacità della società di distribuire dividendi. Quindi se uno vende quei dividendi non li incassa più.

 

Che cosa ne pensa invece per quanto riguarda Enel?

Per Enel vale lo stesso ragionamento.

 

Lo spartiacque da considerare è dunque quello tra le aziende virtuose come Eni ed Enel, e altre società pubbliche con risultati meno soddisfacenti come Poste e Enav?

Mi pare che non sia così. Anche Enav e Poste hanno degli ottimi risultati. Il ragionamento è diverso, quando si vendono delle quote sul mercato bisogna avere presente qual è l'obiettivo e quali risultati si ottengono. Questo ragionamento vale per tutti. Non ci sono società di serie A e altre di serie B. Sia Enav sia Poste rendono significativamente. Ogni società è un caso a parte che va esaminato per scegliere la soluzione migliore.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
13/05/2014 - commento (francesco taddei)

se vendiamo le grandi aziende andremo in bancarotta. cominciamo a liberarci degli immobili di stato.