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Economia e Finanza

IL CASO/ Il "teorema Bazoli" nella Milano dei sospetti

Giovanni Bazoli (Infophoto)Giovanni Bazoli (Infophoto)

Non vorremmo aggiungere altro per non incorrere nell’immediata accusa di capziosità da parte dei garantisti a senso unico dell’azione degli inquirenti. Ma almeno un interrogativo è d’obbligo: sarebbe stato perquisito l’ufficio di Yaki Elkann, azionista di controllo e presidente della Fiat per presunto (piccolo) illecito in una oscura azienda dell’indotto Fiat? E cosa c’entra l’ipotesi di “patto occulto” nell’azionariato della quinta banca del Paese - una Popolare - con una controversia più civile che penale il cui valore è un millesimo del crac Mps?

(Ieri il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo - nero su bianco - ha dato del bugiardo al suo capo Edmondo Bruti Liberati che ventiquattr’ore prima - sempre al canto della carta - ha affermato davanti al tribunale interno del Csm che Robledo ha ostacolato l’indagine Expo che venerdì ha generato una raffica di arresti a Milano. Gli ultimi di una serie prodotta dagli “opposti teoremi” di un regolamento di conti interno alla magistratura che ha semiaffondato l’Expo. In attesa di far perire attorno un’intera città, un’intera regione).

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