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SPY FINANZA/ Ucraina, Belgio, Italia: gli strani "giochi" sul debito pubblico

Pubblicazione:sabato 17 maggio 2014

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Ricordate la vicenda del debito Usa detenuto in cifra sproporzionata dal Belgio? Bene, finalmente abbiamo i dati del Tic relativi al mese di marzo, quello che dovrebbe farci capire qualcosa di più, nonostante io abbia ricostruito come potenzialmente sia la Cina a utilizzare Bruxelles come proxy per acquisti di debito statunitense al fine di mantenere bassa la valutazione dello yuan. Ricorderete come proprio nel mese di marzo le detenzioni di debito Usa in custodia presso la Fed conobbero un calo record di 104,5 miliardi di dollari, tonfo che in molti attribuirono a una vendita “politica” da parte della Russia in risposta alle tensioni del conflitto ucraino. Bene, cosa scopriamo dai dati di marzo?

Primo, quel calo record fu compensato nell’arco di una settimana, quindi o i dati Fed erano sballati o qualcuno ha comprato e posto in custodia una somma pari di Treasuries. Secondo e più interessante, la Russia quel mese ha comunque venduto e pesantemente: per l’esattezza, 26 miliardi di dollari di debito Usa, il 20% circa di tutte le sue detenzioni, portando il suo livello totale a circa 100 miliardi di dollari, il più basso dalla crisi Lehman, come ci mostra il primo grafico a fondo pagina. Terzo, il nostro amico Belgio è sempre più attivo. Dopo aver portato a febbraio le sue detenzioni totali a 341,2 miliardi, acquistando quel mese altri 31 miliardi di Treasuries (141 miliardi di acquisti da dicembre dello scorso anno, casualmente quando Bernanke annunciò il “taper” del programma di stimolo), nel mese di marzo altri 40 miliardi di debito Usa hanno fatto salire le holdings del Belgio a qualcosa come 381 miliardi di dollari, come ci mostra il secondo grafico.

Curiosamente questo accade nel mese - marzo - in cui il Giappone ha venduto 10 miliardi di Treasuries e la Cina ha visto le sue detenzioni invariate: a oggi, quindi, i conti ufficiali esteri su cui sono depositati quei titoli sono calati da 4,069 triliardi a 4,054 triliardi, dato che porta il Tesoro Usa a classificare come “private buyer”, ovvero acquirente privato. Quindi, per riassumere, dei 60 miliardi di incremento di detenzioni estere di Treasury, salite da 5,89 a 5,95 triliardi di dollari, il Belgio pesa per i due terzi e apparentemente acquistando sotto la voce di “conto privato e non ufficiale”.

Insomma, qualcuno da ottobre dello scorso anno ha comprato 200 miliardi di dollari di debito Usa utilizzando il Belgio come canale off-shore e sfruttando anche di fatto lo status di acquirente privato. A rischio di rimangiarmi il lavoro d’inchiesta fatto poche settimane fa, c’è qualcosa che va oltre la mera guerra monetaria tra Usa e Cina: anche perché, scrupolo nello scrupolo, prima di pubblicare l’ultima puntata avevo inviato una mail all’ufficio stampa della Bce, solitamente molto pronto nelle risposte, per chiedere se potessero negare ufficialmente che ci fosse la Banca centrale europea dietro quegli acquisti. Mai ricevuto una risposta. Mai.

 

 


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