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FINANZA/ Sapelli: banche ombra, i "magheggi" che fanno a pezzi l'Italia

Pubblicazione:domenica 18 maggio 2014 - Ultimo aggiornamento:domenica 18 maggio 2014, 12.44

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Ora il paradosso è che in presenza di una liquidità illimitata che viene trasferita dalle banche centrali di tutto il mondo - salvo in Europa, dove batte il ritmo di marcia guerriera il tallone della Bce - la liquidità bancaria scarseggia per diversi ma convergenti motivi: scarsità di credito interbancario per caduta di fiducia tra le banche dopo lo scandalo Lehman del 2008, eccesso di indebitamento delle banche medesime da eccesso di leva in presenza di scarsità dei depositi che non fanno fronte da soli alle mire regolatorie messe in atto in tutto il mondo, in misura più o meno accentuata, per evitare il collasso delle banche per sottocapitalizzazione rispetto ai rischi. Basilea II e Basilea III sono un esempio preclaro di dove le banche sono oggi: sul crinale di ghiaccio della bancarotta e del fallimento tecnico, in primis quelle europee, per non aver separato banche d’affari da banche commerciali e aver provocato quindi il periclitante stato di crisi delle banche capitalistiche e l’erosione se non la scomparsa del credito alle piccole e medie imprese.

In questo scenario ecco apparire le shadow banks. In Italia il primo a evocarle è stato il peggior ministro del Tesoro che abbia mai solcato il Transatlantico: quel Saccomanni che convocò nei suoi studi speculatori e gestori, uomini dabbene e non dabbene, per favorire, a fronte della crisi delle banche capitalistiche, l’avvento delle shadow banks, mentre con un bastone insieme a Vincenzo Visco colpiva in testa le banche popolari e cooperative, le uniche speranze per le piccole e medie imprese.

Ora tutti parlano di shadow banks. Per capire in che sistema nuovo del capitalismo siamo sprofondati ricordiamo cosa sono. Si tratta di tutti quegli intermediari finanziari che mobilizzano credito verso le attività produttive e di servizi senza avere depositi, ossia senza raccogliere risparmio come fanno le banche. Le banche sono regolate dalle autorità di vigilanza e queste nuove creature non lo sono perché non tutelano risparmio (ecco la prima differenza), ma pongono a rischio chi si serve di loro: ecco perche andrebbero regolate. Ma procediamo con ordine. Esse non comprendono i cosiddetti fondi di private equity, ecc., ma invece tutte quelle attività finanziarie che agiscono con la cosiddetta securitization, che è il fenomeno preponderante dello shadow banking, ossia la cosiddetta cartolarizzazione, che è quella attività che consiste nell’emissione di obbligazioni da parte di entità economiche che diventano originators.

Si tratta di cedere a terzi - in sostanza - parte del proprio capitale fisico e monetario sperando che il recupero di tali beni consentirà non solo la restituzione del capitale così originato, ma anche un bel po’ di interessi a colui o a chi (special purpose entities) si è accollato il rischio di prestare in quel modo denaro all’originator a secco di credito bancario, che così continua a respirare, sì, ma a bocca a bocca. Se non riesce a veder tornare indietro ciò che ha ceduto, ossia non soddisfa il pagamento dei suoi creditori, perde il capitale. Il capitale e i beni. Chi compra i titoli così cartolarizzati subisce anch’egli una gran bella perdita commisurata al rischio che aveva voluto correre.

Sentite cosa si legge in uno di quel bei manualetti per studentini neri neri per l’abito delle business school: “Per lo più i beni ceduti sono costituiti da crediti, tuttavia possono essere immobili, strumenti derivati o altro. I beni vengono ceduti a società-veicolo (Spv, Special Purpose Vehicle;società cessionaria abilitata a emettere i titoli in cui sono incorporati i crediti ceduti) che ne versano al cedente il corrispettivo economico ottenuto attraverso l'emissione e il collocamento di titoli obbligazionari. Le obbligazioni emesse sono divise in classi a seconda del rating (AAA, AA, BBB, BB, ecc., fino alla partecipazione azionaria), con un merito creditizio che è minore quanto più è alto il livello di subordinazione nella restituzione del debito obbligazionario”.


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COMMENTI
18/05/2014 - repos (franco Remondina)

Signor Sapelli, come cerca di raccontare lei lo shadow banking, non si capisce. Il meccanismo finanziario di reipotecazione dei safe collateral , non è spiegato. La sua comprensione della moneta appare insufficiente se non grossolana. A meno di pensare che lei abbia il compito di disinformare. Un documento dell'IMF a firma di tal Mammoa Sing del luglio 2013 lo spiega chiaramente. Dispiace che faccia articoli come questo. Come vede , c'è nome e cognome. Sono disposto a spiegarglielo...