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Economia e Finanza

SPILLO/ Elezioni e debito, Renzi prepara la "manovra"

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan (Infophoto)Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Se i risultati elettorali del 25 maggio andranno “bene” per il Governo, ci si può aspettare una “svolta prossima ventura” in luglio. Non prima di allora perché non dovrebbe trattarsi di qualche sforbiciata alle spese e quale ritocco alle aliquote: un’Italia in stagnazione, ove non in recessione, non potrebbe sostenerlo sotto il profilo sociale. Ci vorranno almeno alcune settimane per decidere come fare dimagrire “il convitato di pietra”.

Le ricette non mancano. Un esame complessivo delle proposte in campo è stato approntato da quel Cnel che il Presidente del Consiglio pare avere fretta di sopprimere, ma che, in questa fase, potrebbe essergli oltremodo utile. Una proposta articolata è stata prodotta, pochi mesi dopo l’esame del Cnel, dal centro studi Astrid. Da alcuni anni associazioni come L’Italia c’è e Società Libera presentano schemi. Pure l’Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina Sociale della Chiesa ha rivolto un appello politico gli italiani (il 14 maggio scorso) in cui sottolinea l’urgenza di privatizzare la Rai (sarebbe “la madre” di tutte le privatizzazioni). L’economista Lucrezia Reichlin (a lungo direttore del servizio studi della Banca centrale europea) ha delineato uno schema di ristruttrazione del debito e di privatizzazioni accelerate utilizzando il Meccanismo europeo di stabilità - schema da concordare con i partner europei. Occorre, quindi, esaminare tutto questo materiale . E, quel che è più difficile, scegliere.

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