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SPY FINANZA/ Spread, così l'Italia può essere "scaricata" dai mercati

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Inoltre, il mercato è stracarico di obbligazioni sovrane periferiche, fatto che amplifica il movimento al ribasso: siamo in un mondo di detentori fuori indice di performance, gente che comprava solo per il rendimento sul carry trade e ora queste persone cominciano a guardare la realtà e ad avere paura. La Spagna non è da meno, visto che la sell-off del 15 maggio ha visto lo yield salire di 16 punti base sul decennale raggiungendo il 3,02%, anche in questo caso il rialzo maggiore dal 24 giugno 2013. Ieri l’extra-rendimento che gli investitori chiedono per detenere un decennale spagnolo rispetto al pari durata tedesco è salito a 166 punti base, dopo aver toccato i 179 sul finire della scorsa settimana: certo, quanto sta accadendo può anche essere un riposizionamento sul breve termine e non per forza un ripensamento tout-court dei mercato rispetto al rischio sovrano della zona euro, ma rimane il fatto che se vendite di questa entità limitata possono creare danni simili ci troviamo di fronte a un vero e proprio stigma, a un tallone d’Achille che i mercati ora conoscono non per percezione ma per certezza.

Un domani, con le nostre banche a quota 395 miliardi di detenzione di debito pubblico e con il 70% dello stesso in mano italiana - risparmiatori, istituti di credito, assicurazioni - sarebbe molto facile metterci in ginocchio, senza nemmeno bisogno di magheggi come quelli raccontati nel suo libro da Tim Geithner. Gli investitori, già oggi, si sono lanciati nel mercato dei derivati, con i contratti future sul Btp italiano saliti al livello record di 165mila e questo non è un bel segnale, visto che certifica come il calo del prezzo del nostro debito sia stata molto repentino, come altrettanto rapida è stata la corsa degli investitori verso l’uscita di sicurezza, ovvero i derivati che permettono di variare molto in fretta la posizione di investimento. E questo si concretizza in un ulteriore calo della liquidità sul mercato azionari, visto che la differenza tra richiesta e offerta nel decennale greco è cresciuta di 17 punti base durante la sell-off del 15 maggio scorso, rispetto a una media di 12 punti base dei 28 giorni di trading precedente e restando poi costante attorno a quota 15 fino a oggi: per capirci, la stessa differenza per il Bund a dieci anni è stata di spread inferiore a metà di un punto base la scorsa settimana.

Quindi, al netto di Draghi e di quanto sarà in grado di fare affinché gli investitori continuino a credere nel falso miracolo dell’Europa periferica - ovvero spread basso a fronte di dati macro che sono simili, se non peggiori, di quanto i differenziali erano in area 500 punti base (è di ieri la notizia che l’occupazione nel nostro Paese è al livello, negativo, del 2002) - resta un fatto: la compressione degli spread non è una via a senso unico, ci sono forti criticità che possono portare a eventi simili a quella della scorsa settimana, con la magnitudo delle vendite amplificata dal prosciugamento della liquidità, ad esempio denaro che esce dall’obbligazionario per entrare nel mercato di copertura da rischio dei derivati.

Per carità, non dite queste cose a Matteo Renzi, potrebbe restarci male. Ma voi datemi retta, non c’è proprio nulla di risolto e nulla da festeggiare nella crisi dei debiti sovrani periferici europei: c’è da stare molto ma molto attenti. Abbiamo banche stracariche di bond e solo il 30% del debito in mano estera: siamo la preda perfetta per gli appetiti speculativi. 

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COMMENTI
20/05/2014 - E.L.A (franco Remondina)

Allora signor Bottarelli, io sono spesso daccordo con la sua "vision" delle cose... ma "spesso" non significa sempre. Il trend dei suoi articoli è ben delineato e tuttavia non prevede altro che la tattica del pugile a cui viene suggerito solo di schivare i pugni avversari senza mai colpire l'avversario per paura di una ritorsione. Tale atteggiamento di fatto pone delle domande inquietanti: perchè voler fare il pugile allora? Abbiamo una soluzione a portata di mano! Facile, legale, persino libera da diktat... con cui risolvere ogni tipo di questione, dal taglio di 20% del cuneo fiscale a costo zero. E' una norma dell'unione europea, ma poichè la nostra classe politica è composta da ignoranti, approfittatori e imbelli, nessuno lo sa. La norma si chiama ELA (emergency liquidity assistence). Il governo emette "titoli speciali da cedere a Bankitalia in cambio di euro. I Titoli non avrebbero scadenza... Diciamo 300 miliardi di euro? Con 150 miliardi dimezzeremmo il cuneo fiscale e con gli altri 150 ridaremmo liquidità a tutto il sistema. Facile .. e non gravato da interessi. Troppo facile? No solo... elementare. Non farlo è cervellotico e dimostra una sola cosa: collusione. A meno di credere a davide Serra che pontifica dalla City , ma temo non capisca i meccanismi della "Moneta", come tantissimi sul web. E' ovvio che l'Economia sia stata resa incomprensibile ai più, è un atto premeditato. Un atto ostile.