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FINANZA E POLITICA/ Il patto Renzi-Berlusconi che può tagliare il debito italiano

Pubblicazione:mercoledì 21 maggio 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Ricordando l’esempio storico di Giolitti, la base di qualsiasi ristrutturazione è la credibilità della banca centrale e del governo. La prima dipende da Draghi, la seconda dalla capacità di Renzi di essere autorevole e di presentarsi ai mercati facendo capire che rappresenta non solo se stesso ma l’Italia intera. Il presidente del consiglio deve essere in grado di garantire che, a prescindere da chi ci sarà al governo tra tre anni, continuerà nella strada intrapresa. Un’operazione di questo genere comporta uno sforzo politico non indifferente, il quale implica innanzitutto che Renzi si presenti come l’interprete dell’Italia, e quindi non demonizzi Berlusconi.

 

Che cosa c’entra Berlusconi con la ristrutturazione del debito?

Finora il presidente del consiglio e i settori della finanza che lo sostengono hanno demonizzato l’opposizione, considerandola una specie di ruota di scorta. Per essere credibili occorre invece far comprendere che a essere in gioco è l’Italia nel suo complesso. Il ruolo di Grillo rende particolarmente urgente il fatto di chiarire che tanto il governo quanto la sua alternativa di centrodestra sono affidabili. Se si vuole realizzare una conversione della rendita bisogna essere certi del fatto che anche in caso di cambiamento del governo tutto funzionerà nel migliore dei modi. È quindi un atto importante dal punto di vista politico, e non solo finanziario.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
21/05/2014 - commento (francesco taddei)

si ma privatizzando i servizi locali, le ferrovie, le poste gli immobili e la rai. non vendendo eni, enel e finmeccanica, come sta facendo padoan, riducendo renzi a un pupo e l'italia a un deserto. e trasformando le università in fondazioni.